Presentazione
Il documentario, realizzato nel 1958 da la Settimana Incom, (popolare cinegiornale del dopoguerra), racconta, con lo stile tipico del settimanale di quegli anni, della lotta per l‘emancipazione femminile e del successivo inserimento delle donne nella società.
Seguendo il filo del discorso di un ipotetico osservatore maschile si susseguono, in una ordinata carrellata di immagini, realtà femminili che percorrono il territorio Italiano, dalle città di Milano e Roma alla regione Molise, dove le donne festeggiano perché “è arrivata l’acqua”.
Un filmato che conduce, involontariamente, alla scoperta di alcuni stereotipi legati alla donna, difficili a morire anche oggi: “ci fanno un po’ paura al volante, ma…”, commenta lo speaker. Anche questo documentario, nel preludio, tratta di “donne attive e dinamiche che si immettono con coraggio e fatica nel mondo del lavoro, tradizionalmente riservato ai soli uomini”, per poi suggerire gli ambiti più classici e vicini ai (supposti) desideri di una donna che lavora, come l’hostess e l’indossatrice. Poi propone l’impegno della donna a casa - quasi a rispondere alla domanda: se la donna sta fuori casa, chi pensa alle faccende? - dove l’elettrodomestico appare come la salvezza (pensate alla lavatrice) e il riferimento, in un passaggio che sembra esprimere sofferenza, della donna che “è anche madre”, e che mentre è al lavoro sa che i figli sono seguiti dall’”Opera Nazionale Maternità e Infanzia”.