Presentazione
Il documentario “Il mare in una stanza”, opera di Francesco Conversano e Nene Grignaffini, ha aperto la IXXª edizione della rassegna cinematografica Trieste Film Festival.
Il cortometraggio, dalla durata di circa 20 minuti, è prodotto dall'Agenzia Giornalistica Italia nell'ambito del progetto "Città di mare" della Presidenza del Consiglio - Dipartimento per l'informazione e l’editoria.
Le immagini sono ispirate dalle pagine del libro Trieste sottosopra di Mauro Covacich. Lo stesso scrittore è protagonista dell’opera cinematografica.
Dall’opera emerge il grande fascino di Trieste, con la sua impronta mitteleuropea, la sua viva memoria letterataria e soprattutto il suo mare. La città viene "riscoperta" dallo scrittore attraverso una serie di percorsi geografici dal taglio molto personale.
Ecco allora Piazza dell'Unità, raro esempio di piazza che "si affaccia sul mare", le Rive e i Palazzi asburgici, il lungomare e la pineta di Barcola, luoghi di aggregazione per i triestini, gli stabilimenti balneari Ausonia, il castello di Miramare, le strade e le piazze rischiarate da una luce particolare, dove passeggiavano i grandi della letteratura del secolo scorso come Umberto Saba, Italo Svevo e James Joyce.
L'importanza del mare come elemento fondamentale della quotidianità dei triestini, un lato della loro esistenza, visibile o invisibile. Quel mare, "che sai sempre dov’è anche se non lo vedi".