La CEB è un importante strumento della politica di solidarietà e di coesione sociale europea. Attraverso i propri presiti partecipa infatti al finanziamento di progetti sociali, risponde a condizioni di emergenza, concorre al miglioramento delle condizioni di vita e alla coesione sociale nelle regioni meno avvantaggiate del continente europeo. La Banca è composta da 40 Paesi membri che coprono un’area geografica che si estende dalla Turchia all’Islanda e dal Portogallo alla Georgia.
Le sfide difficili poste dall’attuale contesto economico e finanziario hanno portato a una crescita consistente della domanda di prestiti da parte degli Stati membri. Per questo motivo, il 4 febbraio 2011 il Consiglio direttivo della Banca ha adottato una risoluzione per aumentare il capitale. Una volta ultimata positivamente la sottoscrizione entro il termine stabilito (30 giugno 2012), l’aumento porterebbe il capitale totale sottoscritto da 3.3 miliardi a 5.5 miliardi di euro. Tale aumento prevede un’incorporazione delle riserve nel capitale liberato di 246 milioni di euro, senza alcun versamento da parte degli Stati Membri. La parte di capitale liberato sul capitale sottoscritto resterebbe invariata all’11,19%.
L’Italia, insieme a Francia e Germania, è il maggior azionista della CEB. Al 31 dicembre 2010 il nostro Paese disponeva di circa il 17% del capitale sottoscritto, pari a 549.692.000 euro. L’aumento – per un totale di 366.078.000 euro – viene attuato con due modalità. Anzitutto, con l’attribuzione supplementare di titoli di partecipazione dell’ammontare di euro 40.964,000. Inoltre, mediante la sottoscrizione, senza obbligo di versamento immediato, di nuovi titoli di partecipazione, per un totale di 325.114,000 euro. Questo capitale “a chiamata” non comporta dunque esborsi finanziari effettivi. Esso ha una funzione di garanzia che i Paesi sottoscrittori forniscono per accrescere la credibilità e solidità della CEB. L’aumento di capitale, inoltre, potrà essere sottoscritto fino al 30 giugno 2012.