I dati evidenziano come dalle nuove norme sia derivata una partecipazione senza precedenti degli azionisti alle assemblee e una migliore percezione della governance delle società quotate italiane. In particolare, la nuova disciplina ha consentito agli investitori istituzionali, italiani ed esteri, di esercitare più agevolmente (e con minori costi) i relativi diritti amministrativi, con un sensibile miglioramento dell’efficienza del sistema finanziario nel suo complesso.
La prima applicazione della normativa ha tuttavia evidenziato alcune criticità. Tra queste, le più importanti sono:
- La disciplina della convocazione unica, con riguardo alla prassi invalsa di delegare al consiglio di amministrazione la facoltà di decidere volta per volta, in relazione a singole assemblee, di ricorrere o meno all’unica convocazione;
- L’estensione alle assemblee speciali dei portatori di obbligazioni ammesse al sistema di gestione accentrata delle disposizioni in materia di legittimazione all’intervento e al voto in assemblea;
- L’individuazione della record date nei casi in cui le date delle adunanze delle assemblee successive alla prima convocazione non fossero stabilite nell’unico avviso di convocazione ma con avvisi separati;
- Determinazione del termine della pubblicazione delle relazioni sulle materie all’ordine del giorno o dei documenti da sottoporre all’assemblea quando per le materie cui si riferiscono siano astrattamente previsti termini di convocazione diversi;
- L’opportunità di mantenere una disciplina omogenea per quanto riguarda l’informativa preassembleare per tutte le società quotate, lucrative o meno;
- La disciplina della sollecitazione di deleghe, con riguardo all’ipotesi che l’emittente si renda promotore di una sollecitazione di deleghe e all’estensione della disciplina della sollecitazione di deleghe anche con riferimento alle assemblee speciali;