Dal canto suo, l’Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica apre la possibilità di importanti collaborazioni in settori come la biomedicina, la biotecnologia, l’agricoltura e le tecnologie alimentari, l’energia, la tutela dell’ambiente, la matematica, la fisica, la chimica, la biologia, le nanotecnologie e i nuovi materiali, l’informatica, le telecomunicazioni, l’applicazione della tecnologia nella conservazione, tutela, restauro e valorizzazione dei beni culturali. Altro aspetto di grande rilievo sono le collaborazioni, scambi ed intese fra istituzioni universitarie e di ricerca, e l’ impegno per la protezione della proprietà intellettuale.
L’Accordo di cooperazione nel settore della difesa tra Italia e Pakistan ha lo scopo di sviluppare la cooperazione bilaterale tra le Forze Armate dei due Paesi, nell’intento di consolidare le rispettive capacità difensive e di migliorare, nello spirito di amicizia che caratterizza le relazioni fra Roma e Islamabad, la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza. Una volta in vigore, assicurerà anche un’adeguata cornice giuridica e istituzionale per l’ulteriore progresso di programmi di cooperazione industriale, a beneficio dei settori produttivi e commerciali dei due Paesi. La ratifica dell’Accordo si inquadra in una fase particolarmente positiva dei rapporti tra i due Paesi, confermata anche dall’incontro di appena cinque giorni fa tra il Presidente Monti e l’omologo pakistano Gilani, in Cina, a margine del Forum dell’Asia a Boao.
L’Egitto è un partner regionale di rilevanza strategica per l’Italia, e l’Accordo bilaterale in materia di trasferimento delle persone condannate consolida la collaborazione fra Roma e Il Cairo in due settori considerati cruciali per sostenere i processi di transizione democratica avviati con la stagione delle primavere arabe: la tutela dei diritti umani fondamentali e la sicurezza. L’Accordo consente ai cittadini dei due Paesi, condannati e detenuti nell’altro Stato, di scontare la pena inflitta nel Paese di origine. L’ intesa si è resa necessaria perché l’Egitto non ha aderito alla Convenzione di Strasburgo del 21 marzo 1983, che costituisce lo strumento giuridico più applicato in materia di trasferimenti internazionali di detenuti per eseguire condanne definitive. E’ significativo che le proposte italiane per il recepimento dei principi della Convenzione siano state accolte da parte egiziana. In particolare, è stato stabilito che il trasferimento del detenuto può avvenire solo con il suo consenso, nella piena consapevolezza delle conseguenze giuridiche che ne derivano.