La Convenzione accoglie in larga parte l’originario progetto italiano di accordo contro le doppie imposizioni, basato a sua volta sul Modello OCSE, ed elaborato, al contempo, in maniera da tener conto della specificità della Libia. Si tratta, dunque, di uno strumento normativo particolarmente adatto a facilitare gli investimenti italiani nella nuova Libia. Assumono particolare rilievo, al riguardo, le clausole relative ai redditi di impresa e alle regole per l’attribuzione degli utili, la cui formulazione configura un quadro giuridico di riferimento favorevole per le imprese del nostro Paese che intendono operare in Libia.
D. TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO NEL SETTORE DEI TRASPORTI
Il Consiglio dei Ministri ha poi approvato, su proposta del Ministro delle infrastrutture, lo schema di decreto legge in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nel settore dei trasporti, nonché delle piccole e medie imprese.
L’obiettivo perseguito dal decreto legge è, sostanzialmente, quello di far salva la normativa speciale in materia di sicurezza del lavoro nei settori marittimo, portuale e ferroviario, nelle more dell’approvazione e dell’attuazione dell’apposita delega, contestualmente esaminata, necessaria ai fini del coordinamento tra la normativa speciale (attualmente vigente) e quella generale. Ciò, al fine di scongiurare il rischio di un blocco delle attività operative nei suddetti settori, anche a causa del vuoto normativo scaturente dal fatto, ad esempio, che, per espressa previsione del decreto legislativo n. 81 del 2008 (che si applicherebbe in assenza del decreto legge) si esclude in modo esplicito l’applicabilità del titolo inerente ai “luoghi di lavoro”, contenuto nel citato decreto legislativo, ai mezzi di trasporto.
E. TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORATORI NEL SETTORE PORTUALE, MARITTIMO, DELLE NAVI DA PESCA E FERROVIARIO