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Consiglio dei Ministri n.58 dell'11/12/2012

I nuovi fondi serviranno a finanziare il ripristino delle infrastrutture e delle attrezzature elettriche, idriche e fognarie, la messa in sicurezza del patrimonio culturale e degli edifici pericolanti, il ripristino delle strade e la ripulitura delle zone danneggiate.

Il Consiglio dei Ministri ha esaminato l’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni in merito all’individuazione della Regione più virtuosa per il finanziamento alla politica regionale.

Dopo aver approvato il 4 ottobre un decreto per la riduzione dei costi degli apparati politici regionali (cfr. comunicato stampa n. 48 del 4 ottobre 2012) il 30 ottobre il Consiglio ha condiviso la proposta della Conferenza Stato-Regioni, che prevede un risparmio complessivo di circa 40 milioni di euro l’anno. La Conferenza ha indicato l’Umbria come Regione più virtuosa per quanto riguarda la retribuzione dei Presidenti di giunta, l’Emilia Romagna per quanto riguarda i consiglieri regionali e, infine, l’Abruzzo per quanto riguarda i finanziamenti ai gruppi consiliari.

Durante la conversione del decreto il Parlamento ha introdotto alcuni emendamenti con modifiche sostanziali al decreto:

- per quanto riguarda l’indennità di fine mandato, il Senato ha introdotto un limite di spesa pari a un’indennità di carica mensile lorda per anno, per un massimo di 10 anni;

- con riferimento alla spesa per i gruppi consiliari – individuato in un massimo di 5000 euro per consigliere – il Senato ha introdotto l’obbligo di considerare le dimensioni del territorio e della popolazione residente (con una spesa aggiuntiva di 0,05 Euro per abitante);

- riguardo alla spesa per il personale dei gruppi consiliari è stato previsto che deve equivalere al costo di un’unità di personale per ciascun consigliere;

- infine, è stato previsto un obbligo di rendiconto annuale dei gruppi consiliari, per assicurare la corretta e trasparente gestione della contabilità. Rispetto alla proposta originaria del Governo, che prevedeva il controllo preventivo, la modifica introdotta dal Senato prevede quindi una rendicontazione annuale, strutturata secondo le linee guida deliberate dalla Conferenza Stato-Regioni e recepite dal Governo con apposito decreto.

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