22 Gennaio 2013
Il Consiglio dei Ministri è iniziato alle ore 17.40 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Mario Monti.
Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Antonio Catricalà.
Il Consiglio ha valutato approfonditamente, grazie alle relazioni dei Ministri dell’interno e degli affari esteri, la possibilità di consentire agli studenti Erasmus la partecipazione al voto dall’estero per le prossime elezioni politiche, come auspicato in precedenza.
La discussione ha posto in evidenza delle difficoltà insuperabili: anzitutto di tempo e di praticabilità e, soprattutto, di costituzionalità nel selezionare unicamente gli studenti Erasmus – escludendo tutti gli altri soggetti che si trovano all’estero per ragioni di studio, ma senza una borsa Erasmus – come nuova categoria di elettori temporanei. La discrezionalità di scelta che eserciterebbe il Consiglio con questa decisione contrasta con i principi di partecipazione democratica, eguaglianza ed effettività del diritto di voto previsti dalla Costituzione.
Il Consiglio ha auspicato che la prossima riforma elettorale tenga in debita considerazione le esigenze dei giovani temporaneamente all’estero per ragioni di studio e di lavoro.
Il Presidente del Consiglio ha illustrato i contenuti del decreto (da lui firmato oggi) che disciplina le misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro nel 2013. La legge di stabilità 2013 ha infatti definito un importante ammontare di risorse pubbliche da destinare alla detassazione dei salari di produttività. Complessivamente sono stati stanziati 950 milioni di euro nel 2013 e 400 milioni di euro nel 2014.
Il decreto stabilisce che le somme erogate a titolo di retribuzione di produttività sono soggette a un’imposta del 10%.
Il Ministro della salute ha comunicato al Consiglio dei Ministri l’intenzione di invitare le Regioni a rideterminare i propri programmi per l’edilizia sanitaria, di cui all’articolo 20 della legge n. 67 del 1988, nei limiti delle risorse allo scopo disponibili. I programmi così rideterminati dovranno essere condivisi dal Ministero dell’economia e sottoposti alla Conferenza Stato-Regioni prima della sottoscrizione dei singoli Accordi di programma.