11470 in data 12 aprile 2011, ha disposto l'accesso presso il
suddetto comune, ai sensi dell'art. 1, comma 4, del decreto legge 6
settembre 1982, n. 629, convertito dalla legge 12 ottobre 1982, n.
726, al fine di verificare l'eventuale sussistenza di infiltrazioni e
condizionamenti mafiosi nell'attivita' amministrativa.
Al termine dell'attivita' ispettiva, la commissione incaricata
dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, sulle cui
risultanze il Prefetto di Vibo Valentia, sentito il Comitato
provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica integrato con la
partecipazione del Procuratore aggiunto distrettuale antimafia di
Catanzaro e del Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, ha
redatto l'allegata relazione del 3 novembre 2011, che costituisce
parte integrante della presente proposta. Nel documento si da' atto
di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed
indiretti degli amministratori locali con la criminalita' organizzata
di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi,
riscontrando i presupposti per lo scioglimento del consiglio
comunale.
La relazione evidenzia segnali di continuita' tra l'attuale
amministrazione e quella presa in considerazione dalla commissione
d'accesso nominata nel 2002, le cui indagini avevano portato
all'emanazione del decreto del Presidente della Repubblica del 17
marzo 2003 di scioglimento di quella rappresentanza per infiltrazioni
mafiose. Il sindaco e il vicesindaco attuali avevano rivestito,
rispettivamente, le funzioni di assessore al bilancio e di
consigliere comunale di maggioranza nel consiglio comunale allora
disciolto.
L'apparato burocratico e il consiglio comunale sono
caratterizzati da una fitta rete di parentele, di affinita', di