In occasione dell'iter procedimentale relativo all'adozione del
«piano spiaggia» sono state ravvisate influenze che lasciano
trasparire i diversi interessi nella gestione di tale strumento delle
aree demaniali marittime. E' evidente l'importanza del piano, laddove
si consideri che il territorio comunale e' caratterizzato dalla
presenza di insediamenti alberghieri nella zona costiera e di
impianti turistico-ricettivi che hanno da tempo destato l'attenzione
della malavita. A fronte dell'iter giunto quasi alla fase conclusiva,
l'attuale amministrazione, anziche' intervenire in prosecuzione, ha
riaperto la procedura, fornendo propri indirizzi per la stesura del
documento, senza chiarire i motivi a sostegno di tale decisione.
Peraltro, il massimo esponente locale della criminalita' organizzata
risulta aver svolto un ruolo significativo nelle valutazioni
dell'amministrazione sull'adozione del piano.
Nella relazione del Prefetto di Vibo Valentia si da' atto di
anomale interferenze sull'operato dell'ente nelle vicende connesse
alla lottizzazione Brace-Anticaglia, che peraltro e' tra quelle di
maggiore dimensione territoriale, il cui piano, avviato nel lontano
1984, e' stato mantenuto in essere fino all'agosto 2011, con proroghe
della relativa convenzione.
Rileva la circostanza che la ditta che effettua i lavori per la
realizzazione di fabbricati su uno dei comparti della lottizzazione
e' legata da rapporti di frequentazione alla famiglia del predetto
referente locale della criminalita' organizzata.
Dalle indagini esperite dalla commissione d'accesso emerge un
ambiente politico-amministrativo fortemente compromesso, con una
gestione dell'ente caratterizzata da irregolarita' gravi, diffuse e
reiterate, anche risalenti negli anni.