L'attuale amministrazione non solo non ha adottato idonee misure
per garantire il risanamento e per assicurare una conduzione
amministrativa funzionale agli interessi della collettivita'
briaticese ma, con il suo comportamento, ha aggravato la gia'
difficile condizione dell'ente, precaria anche sotto il profilo
finanziario. Tale realta' ha poi portato, il 28 settembre 2011, alla
dichiarazione dello stato di dissesto e alla conseguente nomina del
commissario straordinario di liquidazione.
E', peraltro, da evidenziare che a Briatico si assiste ad una
decisa attenuazione di tutte le garanzie democratiche, con la
compromissione dei principi di buon andamento e di imparzialita'
dell'amministrazione, per la pressoche' totale assenza di un
dibattito politico interno all'ente, provocata dalle dimissioni
presentate da tutti i consiglieri dell'opposizione e dalla successiva
rinuncia di quelli che dovevano subentrare.
Il contesto politico ambientale che emerge dai fatti in
precedenza richiamati delinea una situazione di permeabilita' a
condizionamenti esterni dell'amministrazione comunale di Briatico,
che ha pregiudicato gli interessi della collettivita'.
Ritengo pertanto che ricorrano le condizioni per l'adozione del
provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Briatico
(Vibo Valentia) ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267.
In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza
criminale, si rende necessario che la durata della gestione
commissariale sia determinata in diciotto mesi.
Roma, 19 gennaio 2012
Il Ministro dell'interno: Cancellieri