delle cosche attive sul territorio.
Gli accertamenti svolti hanno evidenziato una fitta trama di
relazioni parentali e frequentazioni di alcuni amministratori e
dipendenti con soggetti controindicati, nonche' una gestione
dell'ente, da parte dell'apparato politico amministrativo,
clientelare e poco trasparente connessa ai rapporti di parentela tra
alcuni amministratori e dipendenti dell'ente.
In relazione a tale circostanza ed al fine di verificare la
sussistenza di forme di condizionamento e di infiltrazione delle
locali consorterie nei confronti dell'amministrazione comunale, il
Prefetto di Reggio Calabria, con decreto del 14 marzo 2011, ha
disposto l'accesso presso il suddetto comune ai sensi dell'art. 1,
comma 4, del decreto legge 6 settembre 1982, n. 629, convertito dalla
legge 12 ottobre 1982, n. 726, per gli accertamenti di rito.
Al termine delle indagini effettuate la commissione incaricata
dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, ed il Prefetto di
Reggio Calabria, come unanimemente ritenuto nella riunione di
coordinamento delle forze di polizia svoltasi alla presenza del
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria,
ha formulato la proposta di scioglimento del consiglio comunale di
Samo con l'allegata relazione in data 27 ottobre 2011, che
costituisce parte integrante della presente proposta, in cui si da'
atto della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su
collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori locali con la
criminalita' organizzata locale.
La commissione di indagine ha preso in esame oltre all'intero
andamento gestionale dell'amministrazione comunale, la cornice
criminale ed il contesto ambientale ove si colloca l'ente locale, con