per recuperare il consenso della popolazione, ha disposto lo sgravio
o la restituzione della quarta rata della detta tassa, cio' ha
comportato la necessita' di effettuare una serie di assestamenti di
bilancio, mirati essenzialmente al riequilibrio proprio dei dati
contabili conseguenti alla decisione assunta dall'amministrazione.
Fra i cittadini morosi per canone acqua e TARSU vi sono anche
alcuni amministratori e dipendenti comunali, la maggior parte dei
quali risulta abbiano vincoli di parentela o rapporti di stretta
contiguita' con soggetti affiliati o vicini alle organizzazioni
malavitose operanti nel contesto socio economico-territoriale di
riferimento.
E' particolarmente censurabile che l'inadempienza sia stata posta
in essere da soggetti titolari di munus publicum tenuti in quanto
tali a garantire il rispetto della legalita'.
Ulteriori criticita' sono emerse nelle procedure relative al
servizio di mensa scolastica affidato in via diretta, successivamente
alle indizioni di gare andate deserte per non esserne stata data
intenzionalmente adeguata pubblicita', ad una ditta intestata alla
sorella di un assessore. Nell'aggiudicazione del servizio e' stato
fatto riferimento al tipo di abilitazione e di licenza richiesti, ma
nessun richiamo alla documentazione obbligatoria prevista dalle norme
di legge in materia.
Sintomatico di una cattiva gestione dell'ente e' anche il mancato
inserimento nel registro dei beni del comune di 32 alloggi risultanti
dal catasto fabbricati, per i quali l'ente non si e' attivato per
porre in essere gli adempimenti di competenza, ivi compresa la
riscossione dei canoni di affitto.
La commissione ha evidenziato la carenza di controlli in materia
amministrativa, edilizia-urbanistica e circolazione stradale.