autori degli suddetti abusi non efficacemente contrastati, sono
stretti congiunti del capo della locale organizzazione camorrista.
Le marcate criticita' ambientali che connotano il territorio
avrebbero richiesto un ben piu' penetrante intervento in un settore
in cui l'assenza di controlli favorisce l'abusivismo edilizio e gli
interessi di imprese edili vicine ad ambienti controindicati.
Le vicende analiticamente esaminate nella relazione del Prefetto
e nella citata documentazione successivamente pervenuta hanno
rivelato una serie di condizionamenti nell'amministrazione comunale
di San Cipriano d'Aversa, volti a perseguire fini diversi da quelli
istituzionali, con pregiudizio del regolare funzionamento dell'ente.
Dette conclusioni trovano ulteriore conferma nella piu' recente
pronuncia della Corte Suprema di Cassazione che, con decisione del 20
luglio c.a. ha annullato, con rinvio al Tribunale di Napoli, la
citata ordinanza di scarcerazione del sindaco, emessa dal Tribunale
del riesame il 26 marzo u.s.
Rilevato che, per le caratteristiche che lo configurano, il
provvedimento dissolutorio previsto dall'art. 143 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e' adottato, ai sensi del comma
13 dello stesso articolo, finanche quando ricorrano le situazioni di
cui all'art. 141 del citato d.lgs. n. 267/2000, si propone l'adozione
della misura di rigore nei confronti del comune di San Cipriano
d'Aversa (Caserta), con conseguente affidamento della gestione
dell'ente ad una commissione straordinaria cui, in virtu' dei
successivi articoli 144 e 145, sono attribuite specifiche competenze
e metodologie di intervento finalizzate a garantire, nel tempo, la
rispondenza dell'azione amministrativa alle esigenze della