organizzata con d.P.R. del 27 agosto 1992 e con d.P.R. del 19 marzo
2008.
Quest'ultimo provvedimento e' stato impugnato in sede
giurisdizionale e la relativa sentenza, emessa in prime cure dal TAR
Campania, e' stata riformata in sede di appello dal Consiglio di
Stato che, con decisione n. 6657 del 28 ottobre 2009, ha valutato gli
elementi emersi in sede di accesso ispettivo non sufficientemente
supportanti la misura dissolutoria.
Nelle consultazioni elettorali svoltesi nel mese di marzo 2010
sono stati riconfermati, nella carica, il sindaco e sei consiglieri
della passata consiliatura.
Nell'ambito dell'attivita' investigativa condotta dalla locale
Direzione distrettuale antimafia, il Giudice per le indagini
preliminari presso il Tribunale di Napoli ha emesso, il 16 aprile
2012, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del
sindaco, di un consigliere di maggioranza e di alcuni imprenditori ed
affiliati alla locale organizzazione criminale. Gli stessi sono
indagati del reato di associazione di tipo mafioso per aver favorito
la latitanza di esponenti della consorteria egemone e per aver
agevolato imprese contigue alla menzionata organizzazione criminale,
condizionando la gestione degli appalti del comune di San Cipriano
d'Aversa.
In relazione a tali aspetti il prefetto di Caserta, con decreto
del 14 marzo 2012, successivamente prorogato, ha disposto l'accesso
presso il suddetto comune ai sensi dell'art. 59, comma 7, del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267 per gli accertamenti di rito.
Ricorrendo, per effetto delle dimissioni dalla carica rassegnate
dal sindaco, i presupposti richiesti dall'art. 141, comma 7, del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, il Prefetto di Caserta,