con provvedimento del 21 maggio c.a., ha sospeso il consiglio
comunale ed ha nominato un commissario prefettizio per la provvisoria
gestione dell'ente.
Al termine delle indagini effettuate, la commissione incaricata
dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, sui cui contenuti
il prefetto di Caserta, sentito il Comitato provinciale per l'ordine
e la sicurezza pubblica, integrato con la partecipazione del
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di S. Maria Capua
Vetere e del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di
Napoli - Direzione Distrettuale antimafia, ha redatto l'allegata
relazione in data 19 giugno 2012, che costituisce parte integrante
della presente proposta, in cui si da' atto della sussistenza di
concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed
indiretti degli amministratori locali con la criminalita' organizzata
di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi,
riscontrando, pertanto, i presupposti per lo scioglimento del
consiglio comunale.
I lavori svolti dalla commissione d'indagine hanno preso in
esame, oltre all'intero andamento gestionale dell'amministrazione
comunale, la cornice criminale ed il contesto ambientale ove si
colloca l'ente locale, con particolare riguardo ai rapporti tra gli
amministratori e le cosche ed hanno evidenziato come l'uso distorto
della cosa pubblica si sia concretizzato, nel tempo, nel favorire
soggetti collegati direttamente od indirettamente ad ambienti
malavitosi, per l'esistenza di una fitta ed intricata rete di
parentele, affinita', amicizie e frequentazioni, che lega alcuni
amministratori ad esponenti delle locali consorterie criminali od a
soggetti ad esse contigui.
In particolare e' stato posto in rilievo come il comune di San