del condizionamento esercitato dalla locale consorteria sono emersi
dalle analisi svolte sulle procedure di appalto di lavori, servizi e
forniture. Le stesse sono risultate caratterizzate da sintomatiche
illegittimita' quali, l'assenza di controlli sui requisiti soggettivi
ed oggettivi dei partecipanti, la mancata osservanza delle relative
disposizioni in materia di appalti pubblici e le ripetute anomalie e
irregolarita' delle relative procedure.
Tali procedure si sono spesso risolte in favore di soggetti
direttamente o indirettamente riconducibili a organizzazioni
criminali.
E' in tal senso significativa la vicenda dell'appalto per la
rimozione dei rifiuti non pericolosi dal piazzale antistante il nuovo
cimitero, aggiudicata nel mese di giugno 2010 ad una societa', unica
partecipante alla gara.
L'indagine ispettiva ha posto in rilievo che uno dei titolari di
tale azienda e' anche amministratore di un'altra societa'
destinataria di provvedimento interdittivo antimafia.
Alcuni mesi prima della gara in esame la societa', che e' poi
risultata aggiudicataria, e' stata alienata ad un soggetto non
qualificato per disponibilita' economiche e privo di specifica
professionalita' che a sua volta, dopo un breve arco temporale, ha
ceduto l'azienda ad un fratello degli originari titolari.
Alle verifiche su tale vicenda effettuate in corso di accesso ha
fatto seguito il deferimento alla Direzione distrettuale antimafia
degli amministratori e dei soci di tale societa' per il reato di
trasferimento fraudolento dell'azienda, allo scopo di eludere
l'applicazione delle misure di prevenzione in materia di criminalita'
organizzata, in violazione degli artt. 12-quinquies dei D.L. 8 giugno
1992, n. 306 convertito dalla legge 7 agosto 1992, n. 356.