Le conclusioni alle quali e' giunta la commissione d'indagine
sono state ancor piu' avvalorato dal sequestro preventivo dell'intero
complesso aziendale della societa', rappresentato da beni mobili e
immobili per il valore di circa 12 milioni di curo, effettuato l'11
luglio scorso su disposizione della Direzione distrettuale antimafia.
Elementi rilevanti dello sviamento dell'attivita' amministrativa
e della capacita' del sodalizio criminale di interferire e
condizionare le scelte dell'ente emergono anche dall'esame della
procedura, che vede coinvolti anche due dipendenti comunali,
finalizzata all'apertura e alla gestione di una farmacia.
La commissione d'indagine ha disposto appositi accertamenti per
verificare i motivi per cui alcuni farmacisti che avevano partecipato
ad un selettivo concorso ed affrontato un complesso iter burocratico,
avevano successivamente rinunciato alla sede assegnata.
Gli accertamenti disposti dalla commissione d'indagine hanno
evidenziato il ruolo decisionale che in tale procedura hanno svolto i
vertici delle famiglie malavitose, sia per quanto attiene
l'individuazione dei locali da destinare per lo svolgimento di tale
attivita', sia per quanto attiene l'individuazione del personale da
assumere.
Aspetti significativi, che denotano l'assenza di una chiara e
determinata attivita' di indirizzo e controllo da parte dell'organo
politico sono stati messi, altresi', in rilievo dalle indagini svolte
nel settore edilizio urbanistico.
Il territorio comunale e' infatti interessato da un diffuso
abusivismo che si e' concretizzato in un consistente numero di
manufatti realizzati in assenza di titoli autorizzativi, fenomeno di
notevole rilevanza tenuto conto della limitata espansione