IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Considerato che nel comune di Briatico (Vibo Valentia), i cui
organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni
amministrative del 28 e 29 marzo 2010, sussistono forme di ingerenza
della criminalita' organizzata, rilevate dai competenti organi
investigativi;
Considerato che tali ingerenze espongono l'amministrazione stessa a
pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e
l'imparzialita' dell'amministrazione comunale di Briatico;
Rilevato, altresi', che la permeabilita' dell'ente ai
condizionamenti esterni della criminalita' organizzata arreca grave
pregiudizio allo stato della sicurezza pubblica e determina lo
svilimento delle istituzioni e la perdita di prestigio e di
credibilita' degli organi istituzionali;
Ritenuto che, al fine di rimuovere la causa del grave inquinamento
e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario
far luogo allo scioglimento degli organi ordinari del comune di
Briatico, per il ripristino dei principi democratici e di liberta'
collettiva;
Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e'
allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 20 gennaio 2012;
Decreta:
Art. 1
Il consiglio comunale di Briatico (Vibo Valentia) e' sciolto per la
durata di diciotto mesi.
Art. 2
La gestione del comune di Briatico (Vibo Valentia) e' affidata alla
commissione straordinaria composta da:
dr.ssa Giuseppina Valenti - viceprefetto;
dr. Pasquale De Lorenzo - viceprefetto aggiunto;
dr.ssa Francesca Ianno' - funzionario economico finanziario.
Art. 3
La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita,
fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le
attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al
sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime
cariche.
Dato a Roma addi' 24 gennaio 2012
NAPOLITANO
Monti, Presidente del Consiglio
Cancellieri, Ministro dell'interno
Registrato alla Corte dei conti il 30 gennaio 2012
Interno, registro n. 1, foglio n. 143
Allegato
Al Presidente della Repubblica
Il comune di Briatico (Vibo Valentia), i cui organi elettivi sono
stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 28 e 29 marzo
2010, presenta forme di ingerenza da parte della criminalita'
organizzata che compromettono la libera determinazione e
l'imparzialita' dell'amministrazione, il buon andamento ed il
funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio per lo stato
dell'ordine e della sicurezza pubblica.
All'esito degli accertamenti condotti tramite le locali forze di
polizia e di un monitoraggio dell'ente, avviato anche in relazione ai
numerosi esposti riguardanti sia l'amministrazione appena eletta sia
la precedente, il Prefetto di Vibo Valentia, con proprio decreto n.
11470 in data 12 aprile 2011, ha disposto l'accesso presso il
suddetto comune, ai sensi dell'art. 1, comma 4, del decreto legge 6
settembre 1982, n. 629, convertito dalla legge 12 ottobre 1982, n.
726, al fine di verificare l'eventuale sussistenza di infiltrazioni e
condizionamenti mafiosi nell'attivita' amministrativa.
Al termine dell'attivita' ispettiva, la commissione incaricata
dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, sulle cui
risultanze il Prefetto di Vibo Valentia, sentito il Comitato
provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica integrato con la
partecipazione del Procuratore aggiunto distrettuale antimafia di
Catanzaro e del Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, ha
redatto l'allegata relazione del 3 novembre 2011, che costituisce
parte integrante della presente proposta. Nel documento si da' atto
di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed
indiretti degli amministratori locali con la criminalita' organizzata
di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi,
riscontrando i presupposti per lo scioglimento del consiglio
comunale.
La relazione evidenzia segnali di continuita' tra l'attuale
amministrazione e quella presa in considerazione dalla commissione
d'accesso nominata nel 2002, le cui indagini avevano portato
all'emanazione del decreto del Presidente della Repubblica del 17
marzo 2003 di scioglimento di quella rappresentanza per infiltrazioni
mafiose. Il sindaco e il vicesindaco attuali avevano rivestito,
rispettivamente, le funzioni di assessore al bilancio e di
consigliere comunale di maggioranza nel consiglio comunale allora
disciolto.
L'apparato burocratico e il consiglio comunale sono
caratterizzati da una fitta rete di parentele, di affinita', di
contiguita', di connivenze nonche' di frequentazioni con esponenti
delle consorterie malavitose locali e, in particolare, con i
referenti di Briatico della cosca egemone di Vibo Valentia la quale,
in contatto con le cosche reggine della Piana di Gioia Tauro e con
quelle di Lametia Terme, e' dedita al traffico di stupefacenti e alle
attivita' di usura ed estorsione. Sono significative in tal senso le
documentate frequentazioni di alcuni membri della giunta e del
consiglio dell'attuale amministrazione con il principale referente
della predetta cosca, talora sfociate in relazioni amichevoli o
caratterizzate da una comunanza di interessi per rapporti di lavoro
intercorrenti tra il predetto esponente della criminalita' o societa'
al medesimo riconducibili e parenti degli amministratori.
I legami tra gli amministratori e la locale consorteria criminale
sono sfociati in situazioni di palese condizionamento dell'attivita'
amministrativa dell'ente, spesso esercitata in funzione degli
interessi e delle regole della criminalita' organizzata. Risulta
evidente, in particolare, come tali interessi siano prevalsi rispetto
alle esigenze dell'ente allorquando l'amministrazione ha assunto
personale per garantire i servizi e il funzionamento degli uffici.
Nel luglio del 2010, l'ente ha formalizzato, in via d'urgenza,
l'assunzione a tempo determinato, per la pulizia delle spiagge, di
soggetti con significativi precedenti penali, collegati all'ambiente
malavitoso locale ed in particolare al predetto referente della cosca
egemone. Tali assunzioni, che peraltro potevano essere programmate
nell'ambito delle abituali attivita' dell'ente, sono state disposte,
su interessamento di amministratori in carica, senza ricorrere agli
ordinari criteri di selezione.
Analoghe cointeressenze sono state riscontrate in occasione del
reclutamento di personale a tempo determinato da parte di ditte
fiduciarie del comune, incaricate della fornitura di servizi. E' il
caso dell'assunzione, da parte della cooperativa chiamata a gestire
il servizio di scuolabus di Briatico, di quattro soggetti, due dei
quali sono risultati collegati alla criminalita' locale da stretti
vincoli familiari mentre, per uno dei suddetti, sussistono anche
vincoli di parentela con un consigliere di maggioranza, a sua volta
legato all'ambiente criminale. Sul conto di uno dei soggetti assunti
risultano, inoltre, legami familiari con un pregiudicato arrestato,
nel luglio 2010, nel corso dell'operazione antimafia «Crimine».
Anche nella selezione effettuata dall'ente gestore dei ruoli
attinenti al servizio idrico risultano reclutati due letturisti, di
cui uno ha precedenti penali e frequentazioni con soggetti
malavitosi.
Il modus operandi del comune di Briatico ha confermato le
modalita' gia' poste in essere dalla precedente amministrazione in
relazione alle assunzioni effettuate sia per assicurare la pulizia
delle spiagge nella stagione balneare 2008, sia per l'espletamento
del servizio di raccolta differenziata porta a porta. Anche in
quell'occasione gran parte del personale reclutato vantava
documentate frequentazioni di soggetti appartenenti alla criminalita'
organizzata, egemone sul territorio comunale.
Il Prefetto di Vibo Valentia, nella sua relazione, ha evidenziato
la cointeressenza tra l'apparato politico-burocratico e l'ambiente
malavitoso nella procedura per l'assunzione di due unita' necessarie
alla conduzione e alla gestione dell'ufficio finanziario, settore
strategico nella vita dell'ente. Nella circostanza e' emersa
l'assoluta discrezionalita' del sindaco nella scelta, effettuata
senza alcuna oggettiva valutazione delle professionalita' richieste
in relazione all'incarico da affidare e dei requisiti attitudinali
dei candidati, che ha portato all'inserimento nell'ufficio di parenti
di amministratori, di cui uno ritenuto contiguo al massimo esponente
della criminalita' locale. E' significativo che l'amministrazione,
invece di indirizzare la propria azione secondo i principi del buon
andamento e dell'imparzialita', abbia assunto decisioni disattendendo
le ordinarie procedure ed in assenza del piano del fabbisogno di
personale per l'anno 2011 e per il triennio 2011-2014.
Un altro indicatore della situazione in atto all'interno
dell'amministrazione comunale di Briatico riguarda il reclutamento da
parte dello stesso sindaco, per l'ufficio di staff, di una persona
vicina all'ambiente delinquenziale locale.
Nel contesto generale di irregolarita' rinvenibile nei diversi
settori dell'ente si colloca la vicenda dell'elargizione di
contributi, effettuata pur in presenza di grave situazione di
indebitamento del comune e con procedure contabili non rispettose
della normativa in materia, per la mancata apposizione del visto di
regolarita' attestante la copertura finanziaria. Nella vicenda,
appaiono di assoluta evidenza i condizionamenti degli amministratori
del comune di Briatico da parte della criminalita' organizzata
laddove si consideri che di una elargizione ha beneficiato una
societa' sportiva, riconducibile alla famiglia del predetto noto
esponente della criminalita' organizzata.
In occasione della manifestazione denominata «agosto briaticese»,
la commissione di accesso ha riscontrato il pagamento di somme, non
previste ne' impegnate, in favore di ditte legate o vicine al piu'
volte citato referente locale della cosca egemone di Vibo Valentia,
mentre non risultano rimborsate le spese sostenute da ditte, non
legate a contesti criminali, per le quali era stato effettuato il
relativo impegno.
Nella relazione prefettizia viene posta in rilievo un'illegittima
commistione nella gestione degli affidamenti pubblici, rappresentata
da un'indebita ingerenza degli organi politici sull'operato
dell'apparato burocratico, in contrasto con il principio di
separazione dei poteri di indirizzo e programmazione da quelli
gestionali.
In occasione della manutenzione ordinaria di due edifici
scolastici, l'amministrazione ha illegittimamente attivato la
procedura d'urgenza, sebbene i lavori potessero essere programmati
con un congruo anticipo, affidando le opere ad una impresa di
fiducia, per la quale sono stati poi accertati condizionamenti
mafiosi da parte della Prefettura. L'affidamento e' stato
successivamente revocato a seguito delle informazioni antimafia
interdittive, ma la ditta ha comunque tratto un vantaggio economico,
avendo gia' realizzato quasi tutti i lavori per i quali era stata
incaricata.
Altra vicenda significativa delle modalita' di affidamento di
lavori riguarda il servizio di refezione scolastica, assegnato ad una
ditta riconducibile alla locale consorteria. Nel 2010, per il terzo
anno consecutivo, la ditta ha partecipato alla gara e si e'
aggiudicata il servizio, presentandosi a ridosso della scadenza del
termine quale unica partecipante, con un irrisorio ribasso rispetto
alla base d'asta.
Le attivita' poste in essere dagli amministratori dell'ente in
relazione alla gestione urbanistica del territorio consolidano il
quadro di cointeressenze in precedenza delineato.
In occasione dell'iter procedimentale relativo all'adozione del
«piano spiaggia» sono state ravvisate influenze che lasciano
trasparire i diversi interessi nella gestione di tale strumento delle
aree demaniali marittime. E' evidente l'importanza del piano, laddove
si consideri che il territorio comunale e' caratterizzato dalla
presenza di insediamenti alberghieri nella zona costiera e di
impianti turistico-ricettivi che hanno da tempo destato l'attenzione
della malavita. A fronte dell'iter giunto quasi alla fase conclusiva,
l'attuale amministrazione, anziche' intervenire in prosecuzione, ha
riaperto la procedura, fornendo propri indirizzi per la stesura del
documento, senza chiarire i motivi a sostegno di tale decisione.
Peraltro, il massimo esponente locale della criminalita' organizzata
risulta aver svolto un ruolo significativo nelle valutazioni
dell'amministrazione sull'adozione del piano.
Nella relazione del Prefetto di Vibo Valentia si da' atto di
anomale interferenze sull'operato dell'ente nelle vicende connesse
alla lottizzazione Brace-Anticaglia, che peraltro e' tra quelle di
maggiore dimensione territoriale, il cui piano, avviato nel lontano
1984, e' stato mantenuto in essere fino all'agosto 2011, con proroghe
della relativa convenzione.
Rileva la circostanza che la ditta che effettua i lavori per la
realizzazione di fabbricati su uno dei comparti della lottizzazione
e' legata da rapporti di frequentazione alla famiglia del predetto
referente locale della criminalita' organizzata.
Dalle indagini esperite dalla commissione d'accesso emerge un
ambiente politico-amministrativo fortemente compromesso, con una
gestione dell'ente caratterizzata da irregolarita' gravi, diffuse e
reiterate, anche risalenti negli anni.
L'attuale amministrazione non solo non ha adottato idonee misure
per garantire il risanamento e per assicurare una conduzione
amministrativa funzionale agli interessi della collettivita'
briaticese ma, con il suo comportamento, ha aggravato la gia'
difficile condizione dell'ente, precaria anche sotto il profilo
finanziario. Tale realta' ha poi portato, il 28 settembre 2011, alla
dichiarazione dello stato di dissesto e alla conseguente nomina del
commissario straordinario di liquidazione.
E', peraltro, da evidenziare che a Briatico si assiste ad una
decisa attenuazione di tutte le garanzie democratiche, con la
compromissione dei principi di buon andamento e di imparzialita'
dell'amministrazione, per la pressoche' totale assenza di un
dibattito politico interno all'ente, provocata dalle dimissioni
presentate da tutti i consiglieri dell'opposizione e dalla successiva
rinuncia di quelli che dovevano subentrare.
Il contesto politico ambientale che emerge dai fatti in
precedenza richiamati delinea una situazione di permeabilita' a
condizionamenti esterni dell'amministrazione comunale di Briatico,
che ha pregiudicato gli interessi della collettivita'.
Ritengo pertanto che ricorrano le condizioni per l'adozione del
provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Briatico
(Vibo Valentia) ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267.
In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza
criminale, si rende necessario che la durata della gestione
commissariale sia determinata in diciotto mesi.
Roma, 19 gennaio 2012
Il Ministro dell'interno: Cancellieri