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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: Scioglimento del Consiglio comunale di Briatico (VV), a norma dell'articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

Consiglio dei Ministri: 20/01/2012
Proponenti: Interno
Status: Pubblicato in G.U. n. 61 del 13/03/2012

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Considerato che nel comune di Briatico (Vibo Valentia), i cui

organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni

amministrative del 28 e 29 marzo 2010, sussistono forme di ingerenza

della criminalita' organizzata, rilevate dai competenti organi

investigativi;

Considerato che tali ingerenze espongono l'amministrazione stessa a

pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e

l'imparzialita' dell'amministrazione comunale di Briatico;

Rilevato, altresi', che la permeabilita' dell'ente ai

condizionamenti esterni della criminalita' organizzata arreca grave

pregiudizio allo stato della sicurezza pubblica e determina lo

svilimento delle istituzioni e la perdita di prestigio e di

credibilita' degli organi istituzionali;

Ritenuto che, al fine di rimuovere la causa del grave inquinamento

e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario

far luogo allo scioglimento degli organi ordinari del comune di

Briatico, per il ripristino dei principi democratici e di liberta'

collettiva;

Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;

Vista la proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione e'

allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella

riunione del 20 gennaio 2012;

Decreta:

Art. 1

Il consiglio comunale di Briatico (Vibo Valentia) e' sciolto per la

durata di diciotto mesi.

Art. 2

La gestione del comune di Briatico (Vibo Valentia) e' affidata alla

commissione straordinaria composta da:

dr.ssa Giuseppina Valenti - viceprefetto;

dr. Pasquale De Lorenzo - viceprefetto aggiunto;

dr.ssa Francesca Ianno' - funzionario economico finanziario.

Art. 3

La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita,

fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le

attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al

sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime

cariche.

Dato a Roma addi' 24 gennaio 2012

NAPOLITANO

Monti, Presidente del Consiglio

Cancellieri, Ministro dell'interno

Registrato alla Corte dei conti il 30 gennaio 2012

Interno, registro n. 1, foglio n. 143

Allegato

Al Presidente della Repubblica

Il comune di Briatico (Vibo Valentia), i cui organi elettivi sono

stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 28 e 29 marzo

2010, presenta forme di ingerenza da parte della criminalita'

organizzata che compromettono la libera determinazione e

l'imparzialita' dell'amministrazione, il buon andamento ed il

funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio per lo stato

dell'ordine e della sicurezza pubblica.

All'esito degli accertamenti condotti tramite le locali forze di

polizia e di un monitoraggio dell'ente, avviato anche in relazione ai

numerosi esposti riguardanti sia l'amministrazione appena eletta sia

la precedente, il Prefetto di Vibo Valentia, con proprio decreto n.

11470 in data 12 aprile 2011, ha disposto l'accesso presso il

suddetto comune, ai sensi dell'art. 1, comma 4, del decreto legge 6

settembre 1982, n. 629, convertito dalla legge 12 ottobre 1982, n.

726, al fine di verificare l'eventuale sussistenza di infiltrazioni e

condizionamenti mafiosi nell'attivita' amministrativa.

Al termine dell'attivita' ispettiva, la commissione incaricata

dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, sulle cui

risultanze il Prefetto di Vibo Valentia, sentito il Comitato

provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica integrato con la

partecipazione del Procuratore aggiunto distrettuale antimafia di

Catanzaro e del Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, ha

redatto l'allegata relazione del 3 novembre 2011, che costituisce

parte integrante della presente proposta. Nel documento si da' atto

di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed

indiretti degli amministratori locali con la criminalita' organizzata

di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi,

riscontrando i presupposti per lo scioglimento del consiglio

comunale.

La relazione evidenzia segnali di continuita' tra l'attuale

amministrazione e quella presa in considerazione dalla commissione

d'accesso nominata nel 2002, le cui indagini avevano portato

all'emanazione del decreto del Presidente della Repubblica del 17

marzo 2003 di scioglimento di quella rappresentanza per infiltrazioni

mafiose. Il sindaco e il vicesindaco attuali avevano rivestito,

rispettivamente, le funzioni di assessore al bilancio e di

consigliere comunale di maggioranza nel consiglio comunale allora

disciolto.

L'apparato burocratico e il consiglio comunale sono

caratterizzati da una fitta rete di parentele, di affinita', di

contiguita', di connivenze nonche' di frequentazioni con esponenti

delle consorterie malavitose locali e, in particolare, con i

referenti di Briatico della cosca egemone di Vibo Valentia la quale,

in contatto con le cosche reggine della Piana di Gioia Tauro e con

quelle di Lametia Terme, e' dedita al traffico di stupefacenti e alle

attivita' di usura ed estorsione. Sono significative in tal senso le

documentate frequentazioni di alcuni membri della giunta e del

consiglio dell'attuale amministrazione con il principale referente

della predetta cosca, talora sfociate in relazioni amichevoli o

caratterizzate da una comunanza di interessi per rapporti di lavoro

intercorrenti tra il predetto esponente della criminalita' o societa'

al medesimo riconducibili e parenti degli amministratori.

I legami tra gli amministratori e la locale consorteria criminale

sono sfociati in situazioni di palese condizionamento dell'attivita'

amministrativa dell'ente, spesso esercitata in funzione degli

interessi e delle regole della criminalita' organizzata. Risulta

evidente, in particolare, come tali interessi siano prevalsi rispetto

alle esigenze dell'ente allorquando l'amministrazione ha assunto

personale per garantire i servizi e il funzionamento degli uffici.

Nel luglio del 2010, l'ente ha formalizzato, in via d'urgenza,

l'assunzione a tempo determinato, per la pulizia delle spiagge, di

soggetti con significativi precedenti penali, collegati all'ambiente

malavitoso locale ed in particolare al predetto referente della cosca

egemone. Tali assunzioni, che peraltro potevano essere programmate

nell'ambito delle abituali attivita' dell'ente, sono state disposte,

su interessamento di amministratori in carica, senza ricorrere agli

ordinari criteri di selezione.

Analoghe cointeressenze sono state riscontrate in occasione del

reclutamento di personale a tempo determinato da parte di ditte

fiduciarie del comune, incaricate della fornitura di servizi. E' il

caso dell'assunzione, da parte della cooperativa chiamata a gestire

il servizio di scuolabus di Briatico, di quattro soggetti, due dei

quali sono risultati collegati alla criminalita' locale da stretti

vincoli familiari mentre, per uno dei suddetti, sussistono anche

vincoli di parentela con un consigliere di maggioranza, a sua volta

legato all'ambiente criminale. Sul conto di uno dei soggetti assunti

risultano, inoltre, legami familiari con un pregiudicato arrestato,

nel luglio 2010, nel corso dell'operazione antimafia «Crimine».

Anche nella selezione effettuata dall'ente gestore dei ruoli

attinenti al servizio idrico risultano reclutati due letturisti, di

cui uno ha precedenti penali e frequentazioni con soggetti

malavitosi.

Il modus operandi del comune di Briatico ha confermato le

modalita' gia' poste in essere dalla precedente amministrazione in

relazione alle assunzioni effettuate sia per assicurare la pulizia

delle spiagge nella stagione balneare 2008, sia per l'espletamento

del servizio di raccolta differenziata porta a porta. Anche in

quell'occasione gran parte del personale reclutato vantava

documentate frequentazioni di soggetti appartenenti alla criminalita'

organizzata, egemone sul territorio comunale.

Il Prefetto di Vibo Valentia, nella sua relazione, ha evidenziato

la cointeressenza tra l'apparato politico-burocratico e l'ambiente

malavitoso nella procedura per l'assunzione di due unita' necessarie

alla conduzione e alla gestione dell'ufficio finanziario, settore

strategico nella vita dell'ente. Nella circostanza e' emersa

l'assoluta discrezionalita' del sindaco nella scelta, effettuata

senza alcuna oggettiva valutazione delle professionalita' richieste

in relazione all'incarico da affidare e dei requisiti attitudinali

dei candidati, che ha portato all'inserimento nell'ufficio di parenti

di amministratori, di cui uno ritenuto contiguo al massimo esponente

della criminalita' locale. E' significativo che l'amministrazione,

invece di indirizzare la propria azione secondo i principi del buon

andamento e dell'imparzialita', abbia assunto decisioni disattendendo

le ordinarie procedure ed in assenza del piano del fabbisogno di

personale per l'anno 2011 e per il triennio 2011-2014.

Un altro indicatore della situazione in atto all'interno

dell'amministrazione comunale di Briatico riguarda il reclutamento da

parte dello stesso sindaco, per l'ufficio di staff, di una persona

vicina all'ambiente delinquenziale locale.

Nel contesto generale di irregolarita' rinvenibile nei diversi

settori dell'ente si colloca la vicenda dell'elargizione di

contributi, effettuata pur in presenza di grave situazione di

indebitamento del comune e con procedure contabili non rispettose

della normativa in materia, per la mancata apposizione del visto di

regolarita' attestante la copertura finanziaria. Nella vicenda,

appaiono di assoluta evidenza i condizionamenti degli amministratori

del comune di Briatico da parte della criminalita' organizzata

laddove si consideri che di una elargizione ha beneficiato una

societa' sportiva, riconducibile alla famiglia del predetto noto

esponente della criminalita' organizzata.

In occasione della manifestazione denominata «agosto briaticese»,

la commissione di accesso ha riscontrato il pagamento di somme, non

previste ne' impegnate, in favore di ditte legate o vicine al piu'

volte citato referente locale della cosca egemone di Vibo Valentia,

mentre non risultano rimborsate le spese sostenute da ditte, non

legate a contesti criminali, per le quali era stato effettuato il

relativo impegno.

Nella relazione prefettizia viene posta in rilievo un'illegittima

commistione nella gestione degli affidamenti pubblici, rappresentata

da un'indebita ingerenza degli organi politici sull'operato

dell'apparato burocratico, in contrasto con il principio di

separazione dei poteri di indirizzo e programmazione da quelli

gestionali.

In occasione della manutenzione ordinaria di due edifici

scolastici, l'amministrazione ha illegittimamente attivato la

procedura d'urgenza, sebbene i lavori potessero essere programmati

con un congruo anticipo, affidando le opere ad una impresa di

fiducia, per la quale sono stati poi accertati condizionamenti

mafiosi da parte della Prefettura. L'affidamento e' stato

successivamente revocato a seguito delle informazioni antimafia

interdittive, ma la ditta ha comunque tratto un vantaggio economico,

avendo gia' realizzato quasi tutti i lavori per i quali era stata

incaricata.

Altra vicenda significativa delle modalita' di affidamento di

lavori riguarda il servizio di refezione scolastica, assegnato ad una

ditta riconducibile alla locale consorteria. Nel 2010, per il terzo

anno consecutivo, la ditta ha partecipato alla gara e si e'

aggiudicata il servizio, presentandosi a ridosso della scadenza del

termine quale unica partecipante, con un irrisorio ribasso rispetto

alla base d'asta.

Le attivita' poste in essere dagli amministratori dell'ente in

relazione alla gestione urbanistica del territorio consolidano il

quadro di cointeressenze in precedenza delineato.

In occasione dell'iter procedimentale relativo all'adozione del

«piano spiaggia» sono state ravvisate influenze che lasciano

trasparire i diversi interessi nella gestione di tale strumento delle

aree demaniali marittime. E' evidente l'importanza del piano, laddove

si consideri che il territorio comunale e' caratterizzato dalla

presenza di insediamenti alberghieri nella zona costiera e di

impianti turistico-ricettivi che hanno da tempo destato l'attenzione

della malavita. A fronte dell'iter giunto quasi alla fase conclusiva,

l'attuale amministrazione, anziche' intervenire in prosecuzione, ha

riaperto la procedura, fornendo propri indirizzi per la stesura del

documento, senza chiarire i motivi a sostegno di tale decisione.

Peraltro, il massimo esponente locale della criminalita' organizzata

risulta aver svolto un ruolo significativo nelle valutazioni

dell'amministrazione sull'adozione del piano.

Nella relazione del Prefetto di Vibo Valentia si da' atto di

anomale interferenze sull'operato dell'ente nelle vicende connesse

alla lottizzazione Brace-Anticaglia, che peraltro e' tra quelle di

maggiore dimensione territoriale, il cui piano, avviato nel lontano

1984, e' stato mantenuto in essere fino all'agosto 2011, con proroghe

della relativa convenzione.

Rileva la circostanza che la ditta che effettua i lavori per la

realizzazione di fabbricati su uno dei comparti della lottizzazione

e' legata da rapporti di frequentazione alla famiglia del predetto

referente locale della criminalita' organizzata.

Dalle indagini esperite dalla commissione d'accesso emerge un

ambiente politico-amministrativo fortemente compromesso, con una

gestione dell'ente caratterizzata da irregolarita' gravi, diffuse e

reiterate, anche risalenti negli anni.

L'attuale amministrazione non solo non ha adottato idonee misure

per garantire il risanamento e per assicurare una conduzione

amministrativa funzionale agli interessi della collettivita'

briaticese ma, con il suo comportamento, ha aggravato la gia'

difficile condizione dell'ente, precaria anche sotto il profilo

finanziario. Tale realta' ha poi portato, il 28 settembre 2011, alla

dichiarazione dello stato di dissesto e alla conseguente nomina del

commissario straordinario di liquidazione.

E', peraltro, da evidenziare che a Briatico si assiste ad una

decisa attenuazione di tutte le garanzie democratiche, con la

compromissione dei principi di buon andamento e di imparzialita'

dell'amministrazione, per la pressoche' totale assenza di un

dibattito politico interno all'ente, provocata dalle dimissioni

presentate da tutti i consiglieri dell'opposizione e dalla successiva

rinuncia di quelli che dovevano subentrare.

Il contesto politico ambientale che emerge dai fatti in

precedenza richiamati delinea una situazione di permeabilita' a

condizionamenti esterni dell'amministrazione comunale di Briatico,

che ha pregiudicato gli interessi della collettivita'.

Ritengo pertanto che ricorrano le condizioni per l'adozione del

provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Briatico

(Vibo Valentia) ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18

agosto 2000, n. 267.

In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza

criminale, si rende necessario che la durata della gestione

commissariale sia determinata in diciotto mesi.

Roma, 19 gennaio 2012

Il Ministro dell'interno: Cancellieri