IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Considerato che nel comune di Samo (Reggio Calabria), i cui organi
elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del
6 e 7 giugno 2009, sussistono forme di ingerenza della criminalita'
organizzata;
Considerato che tali ingerenze espongono l'amministrazione stessa a
pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e
l'imparzialita' dell'amministrazione comunale di Samo;
Rilevato, altresi', che la permeabilita' dell'ente ai
condizionamenti esterni della criminalita' organizzata arreca grave
pregiudizio allo stato della sicurezza pubblica e determina lo
svilimento delle istituzioni e la perdita di prestigio e di
credibilita' degli organi istituzionali;
Ritenuto che, al fine di rimuovere la causa del grave inquinamento
e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario
far luogo allo scioglimento degli organi ordinari del comune di Samo,
per il ripristino dei principi democratici e di liberta' collettiva;
Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Vista la proposta del Ministro dell'Interno, la cui relazione e'
allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 20 gennaio 2012;
Decreta:
Art. 1
Il consiglio comunale di Samo (Reggio Calabria) e' sciolto per la
durata di diciotto mesi.
Art. 2
La gestione del comune di Samo (Reggio Calabria) e' affidata alla
commissione straordinaria composta da:
dr.ssa Maria Stefania Caracciolo - viceprefetto;
dr. Alfredo Minieri - viceprefetto aggiunto;
dr.ssa Agata Polizzi - funzionario economico finanziario.
Art. 3
La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita,
fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le
attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al
sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime
cariche.
Dato a Roma, addi' 24 gennaio 2012
NAPOLITANO
Monti, Presidente del Consiglio
Cancellieri, Ministro dell'interno
Registrato alla Corte dei conti il 30 gennaio 2012
Interno, registro n. 1, foglio n. 141
Allegato
Al Presidente della Repubblica
Il comune di Samo (Reggio Calabria), i cui organi elettivi sono
stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 6 e 7 giugno
2009, presenta forme di ingerenza da parte della criminalita'
organizzata che compromettono la libera determinazione e
l'imparzialita' degli organi elettivi, il buon andamento
dell'amministrazione ed il funzionamento dei servizi, con grave
pregiudizio per lo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica.
A seguito di accertamenti avviati dagli organi di polizia, in
considerazione del contesto ambientale, nonche' del monitoraggio
dell'attivita' dell'amministrazione comunale e della vicenda
giudiziaria relativa all'assessore ai lavori pubblici, personale,
bilancio e sport, sono emersi elementi significativi su possibili
collegamenti degli amministratori dell'ente locale con esponenti
delle cosche attive sul territorio.
Gli accertamenti svolti hanno evidenziato una fitta trama di
relazioni parentali e frequentazioni di alcuni amministratori e
dipendenti con soggetti controindicati, nonche' una gestione
dell'ente, da parte dell'apparato politico amministrativo,
clientelare e poco trasparente connessa ai rapporti di parentela tra
alcuni amministratori e dipendenti dell'ente.
In relazione a tale circostanza ed al fine di verificare la
sussistenza di forme di condizionamento e di infiltrazione delle
locali consorterie nei confronti dell'amministrazione comunale, il
Prefetto di Reggio Calabria, con decreto del 14 marzo 2011, ha
disposto l'accesso presso il suddetto comune ai sensi dell'art. 1,
comma 4, del decreto legge 6 settembre 1982, n. 629, convertito dalla
legge 12 ottobre 1982, n. 726, per gli accertamenti di rito.
Al termine delle indagini effettuate la commissione incaricata
dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, ed il Prefetto di
Reggio Calabria, come unanimemente ritenuto nella riunione di
coordinamento delle forze di polizia svoltasi alla presenza del
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria,
ha formulato la proposta di scioglimento del consiglio comunale di
Samo con l'allegata relazione in data 27 ottobre 2011, che
costituisce parte integrante della presente proposta, in cui si da'
atto della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su
collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori locali con la
criminalita' organizzata locale.
La commissione di indagine ha preso in esame oltre all'intero
andamento gestionale dell'amministrazione comunale, la cornice
criminale ed il contesto ambientale ove si colloca l'ente locale, con
particolare riguardo al profilo di alcuni amministratori e dipendenti
comunali connotati da precedenti di polizia e da rapporti di
parentela e frequentazioni con soggetti controindicati o contigui
alle cosche mafiose operanti nel territorio samese e nelle zone
limitrofe.
In particolare, e' rilevante la posizione dell'organo di vertice,
che risulta coinvolto in procedimenti penali per reati di particolare
gravita' ed e' stato notato e controllato con soggetti
controindicati.
Anche molti componenti dell'attuale consiglio comunale e della
giunta sono gravati da pregiudizi di polizia e sono stati notati con
elementi di spicco della locale consorteria mafiosa o con soggetti
che risultano vicini alle organizzazioni criminali.
Assume una posizione di rilievo l'assessore con delega ai lavori
pubblici, personale, bilancio e sport che, coinvolto in vicende
giudiziarie di particolare significativita', e' ritenuto elemento
sensibile all'influenza criminale esercitata da una delle cosche
mafiose piu' pericolose che operano sul territorio ed e' considerato
personalita' cardine attorno al quale ruota l'intero sistema dei
lavori pubblici.
E' stato riscontrato, infatti, che alcuni appalti sono stati
aggiudicati a ditte riconducibili a congiunti del detto assessore,
nonche' ad una ditta il cui titolare e' coinvolto, unitamente
all'amministratore in questione, in un procedimento penale per i
reati di associazione per delinquere e turbata liberta' degli
incanti; procedimento questo che ha sgominato un pericoloso cartello
di imprese associatesi al fine di spartirsi, a mezzo di turbativa
d'asta, gli appalti sul territorio.
Le irregolarita' ed illegittimita' che sono state riscontrate
nella attuale consiliatura riguardano anche alcuni atti che trovano
il loro presupposto in provvedimenti emanati dall'amministrazione
precedente, nella quale compaiono l'attuale sindaco ed alcuni
amministratori .
E' emblematica la vicenda relativa alla realizzazione di una
strada di collegamento del centro abitato di Samo all'importante
localita' sciistica di Gambarie. Dall'esame della documentazione
relativa a tale opera e' emerso che l'appalto concernente i lavori di
un tronco di quella strada di collegamento e' stato aggiudicato nel
2006 alla ditta di cui era titolare il fratello dell'attuale
assessore ai lavori pubblici che, al tempo della citata
aggiudicazione, era presidente del consiglio comunale.
Nel prosieguo l'amministrazione comunale ha consentito che
nell'esecuzione dei suddetti lavori subentrasse altra ditta che, pur
titolare di partita I.V.A., non risulta iscritta alla Camera di
Commercio, pertanto e' sprovvista dei requisiti tecnici e giuridici
previsti dalla normativa vigente in materia.
Anche altri lavori riguardanti il completamento della strada di
collegamento di cui si e' detto sono stati aggiudicati alla ditta il
cui titolare e' legato da rapporti di parentela all'assessore ai
lavori pubblici.
Sintomatico del condizionamento dell'amministrazione locale e'
l'atteggiamento di resistenza o addirittura di rifiuto tenuto nei
confronti della commissione di indagine alla richiesta di
documentazione relativa agli appalti pubblici. Tale atteggiamento era
gia' stato segnalato dalle forze di polizia nel corso dell'attivita'
di monitoraggio svolta sull'ente.
Le criticita' riscontrate in materia di affidamento dei lavori
pubblici sono da imputare ad un'azione amministrativa che ha sovente
disatteso le normative di settore.
Infatti, non e' stato istituito l'albo dei fornitori e delle
ditte distinto per tipologie dei lavori e per i diversi criteri di
classificazione, previsto dall'art. 45 del decreto legislativo 12
aprile 2006, n.163; per la scelta del contraente non sono stati
osservati criteri di rotazione tra le ditte in possesso di
documentata capacita' tecnica; sono state altresi' riscontrate
omissioni nelle procedure di aggiudicazione dei lavori, per le quali
non sono stati predefiniti i relativi criteri.
Alcune gare, che sono state aggiudicate ad una ditta la cui
titolare e' affine dell'assessore ai lavori pubblici, presentano
sempre le stesse irregolarita', quali la partecipazione di una sola
ditta alla gara, la consegna dei lavori in via d'urgenza senza
giustificato motivo, la sottoscrizione del contratto in data
successiva all'ultimazione dei lavori, la rimodulazione del quadro
economico effettuata dopo l'approvazione e la liquidazione degli atti
contabili.
Un'assenza di trasparenza connota i bandi relativi agli incarichi
professionali da conferire per la progettazione di alcune opere, in
quanto carenti dei criteri di scelta.
Criticita' sono state riscontrate anche nel settore tributi.
Infatti l'attivita' di accesso svolta ha evidenziato consistenti
ritardi nella riscossione dei canoni idrici e della TARSU.
In particolare, per quanto riguarda il canone dell'acqua,
l'ultimo ruolo emesso risale al 2006 con percentuale di riscossione
inferiore al 50% e solo nell'anno 2010, per far fronte ad una
situazione tributaria deficitaria, sono stati predisposti i ruoli
relativi ai canoni non riscossi, vicenda che ha determinato una
situazione di malessere nella popolazione ed ha fatto registrare
numerose richieste di distacco della fornitura idrica.
Relativamente alla tassa rifiuti solidi urbani l'amministrazione,
per recuperare il consenso della popolazione, ha disposto lo sgravio
o la restituzione della quarta rata della detta tassa, cio' ha
comportato la necessita' di effettuare una serie di assestamenti di
bilancio, mirati essenzialmente al riequilibrio proprio dei dati
contabili conseguenti alla decisione assunta dall'amministrazione.
Fra i cittadini morosi per canone acqua e TARSU vi sono anche
alcuni amministratori e dipendenti comunali, la maggior parte dei
quali risulta abbiano vincoli di parentela o rapporti di stretta
contiguita' con soggetti affiliati o vicini alle organizzazioni
malavitose operanti nel contesto socio economico-territoriale di
riferimento.
E' particolarmente censurabile che l'inadempienza sia stata posta
in essere da soggetti titolari di munus publicum tenuti in quanto
tali a garantire il rispetto della legalita'.
Ulteriori criticita' sono emerse nelle procedure relative al
servizio di mensa scolastica affidato in via diretta, successivamente
alle indizioni di gare andate deserte per non esserne stata data
intenzionalmente adeguata pubblicita', ad una ditta intestata alla
sorella di un assessore. Nell'aggiudicazione del servizio e' stato
fatto riferimento al tipo di abilitazione e di licenza richiesti, ma
nessun richiamo alla documentazione obbligatoria prevista dalle norme
di legge in materia.
Sintomatico di una cattiva gestione dell'ente e' anche il mancato
inserimento nel registro dei beni del comune di 32 alloggi risultanti
dal catasto fabbricati, per i quali l'ente non si e' attivato per
porre in essere gli adempimenti di competenza, ivi compresa la
riscossione dei canoni di affitto.
La commissione ha evidenziato la carenza di controlli in materia
amministrativa, edilizia-urbanistica e circolazione stradale.
Nell'ultimo triennio non risultano effettuate le necessarie
attivita' di controllo del territorio e di contrasto all'abusivismo
edilizio da parte degli organi a cio' preposti, sebbene il fenomeno
sia largamente diffuso ed evidente, limitandosi tali controlli alla
compilazione di rapporti mensili sulle opere di lottizzazioni abusive
ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n.47, tutti negativi e non
supportati da alcuna relazione di servizio che attesti lo svolgimento
di operazioni sul territorio.
E' emblematico dello sviamento dell'attivita' amministrativa
anche il coinvolgimento di alcuni esponenti politici, compreso il
sindaco, e di tecnici dell'ente in procedimenti penali per violazioni
in materia edilizia.
Occorre rilevare che la carente azione di governo del territorio,
sotto il profilo urbanistico ed edilizio denota una amministrazione
locale timida, debole, collusa con il sistema mafioso di
condizionamento dello sviluppo sociale ed economico del territorio.
Soprattutto la mancata repressione dell'abusivismo costituisce
l'ambito in cui meglio si puo' apprezzare il pericolo oggettivo di
commistione tra i poteri pubblici e gli interessi mafiosi.
Segnali indicativi di un condizionamento dell'attivita'
amministrativa sono stati riscontrati nell'ambito della raccolta dei
rifiuti solidi urbani ove, nel periodo in cui l'automezzo comunale
era in avaria, l'ente ha affidato il relativo servizio, mediante la
procedura della somma urgenza, ad un societa' la cui titolare e'
parente del gia' citato assessore ai lavori pubblici. Alla suddetta
ditta e sempre con la stessa procedura di somma urgenza era stato
affidato, a far data dal 2008, il servizio di raccolta trasporto di
rifiuti ingombranti. Non e' di poco conto che la ditta sia stata
destinataria, nell'anno 2007, di provvedimento interdittivo emesso
dalla Prefettura di Reggio Calabria.
Elementi significativi dell'intreccio di interessi tra apparato
amministrativo ed ambienti controindicati emergono anche
relativamente alle concessioni di pascolo rilasciate nel corso del
2009 e 2010 dall'ente locale proprietario: molti beneficiari di tali
concessioni non sono residenti nel comune di Samo, risultano alcuni
imparentati con esponenti delle cosche locali, altri soliti
accompagnarsi a persone controindicate.
Le suddette gravi anomalie si inseriscono in una situazione di
disorganizzazione e disservizio del settore in cui e' stata
riscontrata la mancata predisposizione della graduatoria per
l'assegnazione dei terreni, la durata delle concessioni superiore a
quella prevista dal regolamento, la mancata registrazione al
protocollo delle concessioni stesse, molte rilasciate in difformita'
alle norme regolamentari, peraltro non adeguate alla legge quadro in
materia di incendi boschivi.
L'attivita' di accesso ha riscontrato, quindi, all'interno
dell'ente, un contesto generale di diffusa illegalita', elemento che
costituisce una delle condizioni tipiche per il determinarsi del
condizionamento mafioso, essendo evidente che di fronte ad un sistema
rigoroso e rispettoso delle norme, l'infiltrazione mafiosa si
manifesta con il ricorso a sistemi coercitivi, mentre la penetrazione
risulta piu' agevole in condizioni di disordine organizzativo, di
sviamento dell'attivita' di gestione, di mancanza di rispetto
generalizzata delle procedure amministrative, consentendo tali
circostanze che l'illegalita' faccia da schermo all'infiltrazione
delle cosche locali.
L'insieme dei suesposti elementi e' idoneo a suffragare le
rilevate forme di condizionamento del procedimento di formazione
della volonta' degli organi comunali, essendo questo inciso da
collegamenti indizianti la compromissione del buon andamento e
dell'imparzialita' dell'amministrazione comunale a causa delle
deviazioni nella conduzione di settori cruciali nella gestione
dell'ente.
Ritengo pertanto che, sulla base di tali elementi, ricorrano le
condizioni per l'adozione del provvedimento di scioglimento del
consiglio comunale di Samo (Reggio Calabria) ai sensi dell'art. 143
del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con l'affidamento
della gestione dell'ente locale ad una commissione straordinaria, per
rimuovere gli effetti delle predette anomalie, anche in virtu' degli
speciali poteri di cui all'art. 145 del medesimo decreto legislativo.
In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza
criminale, si rende necessario che la durata della gestione
commissariale sia determinata in diciotto mesi.
Roma, 19 gennaio 2012
Il Ministro dell'interno: Cancellieri