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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: Scioglimento del Consiglio comunale di Samo (RC), a norma dell'articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

Consiglio dei Ministri: 20/01/2012
Proponenti: Interno
Status: Pubblicato in G.U. n. 61 del 13/03/2012

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Considerato che nel comune di Samo (Reggio Calabria), i cui organi

elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del

6 e 7 giugno 2009, sussistono forme di ingerenza della criminalita'

organizzata;

Considerato che tali ingerenze espongono l'amministrazione stessa a

pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e

l'imparzialita' dell'amministrazione comunale di Samo;

Rilevato, altresi', che la permeabilita' dell'ente ai

condizionamenti esterni della criminalita' organizzata arreca grave

pregiudizio allo stato della sicurezza pubblica e determina lo

svilimento delle istituzioni e la perdita di prestigio e di

credibilita' degli organi istituzionali;

Ritenuto che, al fine di rimuovere la causa del grave inquinamento

e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario

far luogo allo scioglimento degli organi ordinari del comune di Samo,

per il ripristino dei principi democratici e di liberta' collettiva;

Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;

Vista la proposta del Ministro dell'Interno, la cui relazione e'

allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella

riunione del 20 gennaio 2012;

Decreta:

Art. 1

Il consiglio comunale di Samo (Reggio Calabria) e' sciolto per la

durata di diciotto mesi.

Art. 2

La gestione del comune di Samo (Reggio Calabria) e' affidata alla

commissione straordinaria composta da:

dr.ssa Maria Stefania Caracciolo - viceprefetto;

dr. Alfredo Minieri - viceprefetto aggiunto;

dr.ssa Agata Polizzi - funzionario economico finanziario.

Art. 3

La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita,

fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le

attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al

sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime

cariche.

Dato a Roma, addi' 24 gennaio 2012

NAPOLITANO

Monti, Presidente del Consiglio

Cancellieri, Ministro dell'interno

Registrato alla Corte dei conti il 30 gennaio 2012

Interno, registro n. 1, foglio n. 141

Allegato

Al Presidente della Repubblica

Il comune di Samo (Reggio Calabria), i cui organi elettivi sono

stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 6 e 7 giugno

2009, presenta forme di ingerenza da parte della criminalita'

organizzata che compromettono la libera determinazione e

l'imparzialita' degli organi elettivi, il buon andamento

dell'amministrazione ed il funzionamento dei servizi, con grave

pregiudizio per lo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica.

A seguito di accertamenti avviati dagli organi di polizia, in

considerazione del contesto ambientale, nonche' del monitoraggio

dell'attivita' dell'amministrazione comunale e della vicenda

giudiziaria relativa all'assessore ai lavori pubblici, personale,

bilancio e sport, sono emersi elementi significativi su possibili

collegamenti degli amministratori dell'ente locale con esponenti

delle cosche attive sul territorio.

Gli accertamenti svolti hanno evidenziato una fitta trama di

relazioni parentali e frequentazioni di alcuni amministratori e

dipendenti con soggetti controindicati, nonche' una gestione

dell'ente, da parte dell'apparato politico amministrativo,

clientelare e poco trasparente connessa ai rapporti di parentela tra

alcuni amministratori e dipendenti dell'ente.

In relazione a tale circostanza ed al fine di verificare la

sussistenza di forme di condizionamento e di infiltrazione delle

locali consorterie nei confronti dell'amministrazione comunale, il

Prefetto di Reggio Calabria, con decreto del 14 marzo 2011, ha

disposto l'accesso presso il suddetto comune ai sensi dell'art. 1,

comma 4, del decreto legge 6 settembre 1982, n. 629, convertito dalla

legge 12 ottobre 1982, n. 726, per gli accertamenti di rito.

Al termine delle indagini effettuate la commissione incaricata

dell'accesso ha depositato le proprie conclusioni, ed il Prefetto di

Reggio Calabria, come unanimemente ritenuto nella riunione di

coordinamento delle forze di polizia svoltasi alla presenza del

Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria,

ha formulato la proposta di scioglimento del consiglio comunale di

Samo con l'allegata relazione in data 27 ottobre 2011, che

costituisce parte integrante della presente proposta, in cui si da'

atto della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su

collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori locali con la

criminalita' organizzata locale.

La commissione di indagine ha preso in esame oltre all'intero

andamento gestionale dell'amministrazione comunale, la cornice

criminale ed il contesto ambientale ove si colloca l'ente locale, con

particolare riguardo al profilo di alcuni amministratori e dipendenti

comunali connotati da precedenti di polizia e da rapporti di

parentela e frequentazioni con soggetti controindicati o contigui

alle cosche mafiose operanti nel territorio samese e nelle zone

limitrofe.

In particolare, e' rilevante la posizione dell'organo di vertice,

che risulta coinvolto in procedimenti penali per reati di particolare

gravita' ed e' stato notato e controllato con soggetti

controindicati.

Anche molti componenti dell'attuale consiglio comunale e della

giunta sono gravati da pregiudizi di polizia e sono stati notati con

elementi di spicco della locale consorteria mafiosa o con soggetti

che risultano vicini alle organizzazioni criminali.

Assume una posizione di rilievo l'assessore con delega ai lavori

pubblici, personale, bilancio e sport che, coinvolto in vicende

giudiziarie di particolare significativita', e' ritenuto elemento

sensibile all'influenza criminale esercitata da una delle cosche

mafiose piu' pericolose che operano sul territorio ed e' considerato

personalita' cardine attorno al quale ruota l'intero sistema dei

lavori pubblici.

E' stato riscontrato, infatti, che alcuni appalti sono stati

aggiudicati a ditte riconducibili a congiunti del detto assessore,

nonche' ad una ditta il cui titolare e' coinvolto, unitamente

all'amministratore in questione, in un procedimento penale per i

reati di associazione per delinquere e turbata liberta' degli

incanti; procedimento questo che ha sgominato un pericoloso cartello

di imprese associatesi al fine di spartirsi, a mezzo di turbativa

d'asta, gli appalti sul territorio.

Le irregolarita' ed illegittimita' che sono state riscontrate

nella attuale consiliatura riguardano anche alcuni atti che trovano

il loro presupposto in provvedimenti emanati dall'amministrazione

precedente, nella quale compaiono l'attuale sindaco ed alcuni

amministratori .

E' emblematica la vicenda relativa alla realizzazione di una

strada di collegamento del centro abitato di Samo all'importante

localita' sciistica di Gambarie. Dall'esame della documentazione

relativa a tale opera e' emerso che l'appalto concernente i lavori di

un tronco di quella strada di collegamento e' stato aggiudicato nel

2006 alla ditta di cui era titolare il fratello dell'attuale

assessore ai lavori pubblici che, al tempo della citata

aggiudicazione, era presidente del consiglio comunale.

Nel prosieguo l'amministrazione comunale ha consentito che

nell'esecuzione dei suddetti lavori subentrasse altra ditta che, pur

titolare di partita I.V.A., non risulta iscritta alla Camera di

Commercio, pertanto e' sprovvista dei requisiti tecnici e giuridici

previsti dalla normativa vigente in materia.

Anche altri lavori riguardanti il completamento della strada di

collegamento di cui si e' detto sono stati aggiudicati alla ditta il

cui titolare e' legato da rapporti di parentela all'assessore ai

lavori pubblici.

Sintomatico del condizionamento dell'amministrazione locale e'

l'atteggiamento di resistenza o addirittura di rifiuto tenuto nei

confronti della commissione di indagine alla richiesta di

documentazione relativa agli appalti pubblici. Tale atteggiamento era

gia' stato segnalato dalle forze di polizia nel corso dell'attivita'

di monitoraggio svolta sull'ente.

Le criticita' riscontrate in materia di affidamento dei lavori

pubblici sono da imputare ad un'azione amministrativa che ha sovente

disatteso le normative di settore.

Infatti, non e' stato istituito l'albo dei fornitori e delle

ditte distinto per tipologie dei lavori e per i diversi criteri di

classificazione, previsto dall'art. 45 del decreto legislativo 12

aprile 2006, n.163; per la scelta del contraente non sono stati

osservati criteri di rotazione tra le ditte in possesso di

documentata capacita' tecnica; sono state altresi' riscontrate

omissioni nelle procedure di aggiudicazione dei lavori, per le quali

non sono stati predefiniti i relativi criteri.

Alcune gare, che sono state aggiudicate ad una ditta la cui

titolare e' affine dell'assessore ai lavori pubblici, presentano

sempre le stesse irregolarita', quali la partecipazione di una sola

ditta alla gara, la consegna dei lavori in via d'urgenza senza

giustificato motivo, la sottoscrizione del contratto in data

successiva all'ultimazione dei lavori, la rimodulazione del quadro

economico effettuata dopo l'approvazione e la liquidazione degli atti

contabili.

Un'assenza di trasparenza connota i bandi relativi agli incarichi

professionali da conferire per la progettazione di alcune opere, in

quanto carenti dei criteri di scelta.

Criticita' sono state riscontrate anche nel settore tributi.

Infatti l'attivita' di accesso svolta ha evidenziato consistenti

ritardi nella riscossione dei canoni idrici e della TARSU.

In particolare, per quanto riguarda il canone dell'acqua,

l'ultimo ruolo emesso risale al 2006 con percentuale di riscossione

inferiore al 50% e solo nell'anno 2010, per far fronte ad una

situazione tributaria deficitaria, sono stati predisposti i ruoli

relativi ai canoni non riscossi, vicenda che ha determinato una

situazione di malessere nella popolazione ed ha fatto registrare

numerose richieste di distacco della fornitura idrica.

Relativamente alla tassa rifiuti solidi urbani l'amministrazione,

per recuperare il consenso della popolazione, ha disposto lo sgravio

o la restituzione della quarta rata della detta tassa, cio' ha

comportato la necessita' di effettuare una serie di assestamenti di

bilancio, mirati essenzialmente al riequilibrio proprio dei dati

contabili conseguenti alla decisione assunta dall'amministrazione.

Fra i cittadini morosi per canone acqua e TARSU vi sono anche

alcuni amministratori e dipendenti comunali, la maggior parte dei

quali risulta abbiano vincoli di parentela o rapporti di stretta

contiguita' con soggetti affiliati o vicini alle organizzazioni

malavitose operanti nel contesto socio economico-territoriale di

riferimento.

E' particolarmente censurabile che l'inadempienza sia stata posta

in essere da soggetti titolari di munus publicum tenuti in quanto

tali a garantire il rispetto della legalita'.

Ulteriori criticita' sono emerse nelle procedure relative al

servizio di mensa scolastica affidato in via diretta, successivamente

alle indizioni di gare andate deserte per non esserne stata data

intenzionalmente adeguata pubblicita', ad una ditta intestata alla

sorella di un assessore. Nell'aggiudicazione del servizio e' stato

fatto riferimento al tipo di abilitazione e di licenza richiesti, ma

nessun richiamo alla documentazione obbligatoria prevista dalle norme

di legge in materia.

Sintomatico di una cattiva gestione dell'ente e' anche il mancato

inserimento nel registro dei beni del comune di 32 alloggi risultanti

dal catasto fabbricati, per i quali l'ente non si e' attivato per

porre in essere gli adempimenti di competenza, ivi compresa la

riscossione dei canoni di affitto.

La commissione ha evidenziato la carenza di controlli in materia

amministrativa, edilizia-urbanistica e circolazione stradale.

Nell'ultimo triennio non risultano effettuate le necessarie

attivita' di controllo del territorio e di contrasto all'abusivismo

edilizio da parte degli organi a cio' preposti, sebbene il fenomeno

sia largamente diffuso ed evidente, limitandosi tali controlli alla

compilazione di rapporti mensili sulle opere di lottizzazioni abusive

ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n.47, tutti negativi e non

supportati da alcuna relazione di servizio che attesti lo svolgimento

di operazioni sul territorio.

E' emblematico dello sviamento dell'attivita' amministrativa

anche il coinvolgimento di alcuni esponenti politici, compreso il

sindaco, e di tecnici dell'ente in procedimenti penali per violazioni

in materia edilizia.

Occorre rilevare che la carente azione di governo del territorio,

sotto il profilo urbanistico ed edilizio denota una amministrazione

locale timida, debole, collusa con il sistema mafioso di

condizionamento dello sviluppo sociale ed economico del territorio.

Soprattutto la mancata repressione dell'abusivismo costituisce

l'ambito in cui meglio si puo' apprezzare il pericolo oggettivo di

commistione tra i poteri pubblici e gli interessi mafiosi.

Segnali indicativi di un condizionamento dell'attivita'

amministrativa sono stati riscontrati nell'ambito della raccolta dei

rifiuti solidi urbani ove, nel periodo in cui l'automezzo comunale

era in avaria, l'ente ha affidato il relativo servizio, mediante la

procedura della somma urgenza, ad un societa' la cui titolare e'

parente del gia' citato assessore ai lavori pubblici. Alla suddetta

ditta e sempre con la stessa procedura di somma urgenza era stato

affidato, a far data dal 2008, il servizio di raccolta trasporto di

rifiuti ingombranti. Non e' di poco conto che la ditta sia stata

destinataria, nell'anno 2007, di provvedimento interdittivo emesso

dalla Prefettura di Reggio Calabria.

Elementi significativi dell'intreccio di interessi tra apparato

amministrativo ed ambienti controindicati emergono anche

relativamente alle concessioni di pascolo rilasciate nel corso del

2009 e 2010 dall'ente locale proprietario: molti beneficiari di tali

concessioni non sono residenti nel comune di Samo, risultano alcuni

imparentati con esponenti delle cosche locali, altri soliti

accompagnarsi a persone controindicate.

Le suddette gravi anomalie si inseriscono in una situazione di

disorganizzazione e disservizio del settore in cui e' stata

riscontrata la mancata predisposizione della graduatoria per

l'assegnazione dei terreni, la durata delle concessioni superiore a

quella prevista dal regolamento, la mancata registrazione al

protocollo delle concessioni stesse, molte rilasciate in difformita'

alle norme regolamentari, peraltro non adeguate alla legge quadro in

materia di incendi boschivi.

L'attivita' di accesso ha riscontrato, quindi, all'interno

dell'ente, un contesto generale di diffusa illegalita', elemento che

costituisce una delle condizioni tipiche per il determinarsi del

condizionamento mafioso, essendo evidente che di fronte ad un sistema

rigoroso e rispettoso delle norme, l'infiltrazione mafiosa si

manifesta con il ricorso a sistemi coercitivi, mentre la penetrazione

risulta piu' agevole in condizioni di disordine organizzativo, di

sviamento dell'attivita' di gestione, di mancanza di rispetto

generalizzata delle procedure amministrative, consentendo tali

circostanze che l'illegalita' faccia da schermo all'infiltrazione

delle cosche locali.

L'insieme dei suesposti elementi e' idoneo a suffragare le

rilevate forme di condizionamento del procedimento di formazione

della volonta' degli organi comunali, essendo questo inciso da

collegamenti indizianti la compromissione del buon andamento e

dell'imparzialita' dell'amministrazione comunale a causa delle

deviazioni nella conduzione di settori cruciali nella gestione

dell'ente.

Ritengo pertanto che, sulla base di tali elementi, ricorrano le

condizioni per l'adozione del provvedimento di scioglimento del

consiglio comunale di Samo (Reggio Calabria) ai sensi dell'art. 143

del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con l'affidamento

della gestione dell'ente locale ad una commissione straordinaria, per

rimuovere gli effetti delle predette anomalie, anche in virtu' degli

speciali poteri di cui all'art. 145 del medesimo decreto legislativo.

In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza

criminale, si rende necessario che la durata della gestione

commissariale sia determinata in diciotto mesi.

Roma, 19 gennaio 2012

Il Ministro dell'interno: Cancellieri