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CNB: aspetti bioetici della chirurgia estetica e ricostruttiva

In modo particolare il CNB non ritiene lecita la chirurgia estetica su bambini o adulti incapaci con sindrome di Down, finalizzata alla conformazione a canoni sociali di ‘normalità’, specie se presenta un carattere invasivo e doloroso, considerato anche che con questi interventi difficilmente si realizza un beneficio per la persona con sindrome di Down e sia frequente la possibilità di accentuare, anziché diminuire, il suo disagio personale.

4. Il CNB ritiene che vada promossa una adeguata informazione e formazione sociale sui rischi e benefici degli interventi estetici e auspica un maggiore rigore nella formazione e professionalità del chirurgo estetico, mirata anche alla comprensione degli aspetti psicologici ed etici connessi alla specifica attività medica.

Nella seconda parte del documento si affrontano i problemi bioetici emergenti nella chirurgia ricostruttiva, ossia quella parte della chirurgia che corregge malformazioni congenite o causate da traumi demolitivi con l’obiettivo primario di restituire la funzione e migliorare l’immagine di pazienti gravemente menomati, con particolare riferimento ai trapianti più invasivi (es. arti e viso). Si tratta di un settore in continua espansione e sviluppo. Attualmente, oltre a trapianti di tessuto osseo, muscoli, segmenti vascolari, cute, denti ecc., si effettuano trapianti di tessuti composti, di arti superiori e inferiori, dita, piede, viso, parete addominale, laringe, utero. Il CNB raccomanda quanto segue.

1. Sebbene non indispensabili per la sopravvivenza del paziente e sebbene ancora - per alcuni aspetti ed in taluni ambiti - terapeutico-sperimentali, tali interventi sono eticamente giustificabili, subordinatamente ad una attenta valutazione dei rischi e dei benefici, rapportabili ad una considerazione generale del miglioramento della qualità della vita del paziente.

2. E’ necessaria una adeguata consulenza anticipata rispetto all’intervento e prolungata nel tempo (anche allargata alla famiglia), a causa delle complesse problematiche che coinvolgono rischi e benefici, accompagnata da un costante monitoraggio psicologico del ricevente. Il paziente deve essere informato accuratamente ed esaustivamente dei rischi e della gravosità delle terapie antirigetto per la sua salute e del fatto che in ogni caso si determinerà una situazione di dipendenza da questi farmaci (con possibili esiti negativi) che potrebbe durare anche tutta la vita.

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