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Terremoto in Abruzzo: dichiarazione Sottosegretario Letta

6 Aprile 2009

Oggi, più che mai, mi sento abruzzese. Abruzzese due volte. Sono nato ad Avezzano e, sin da bambino sono cresciuto con la terribile "favola" del terremoto. Più tardi, ragazzo alle prime armi del giornalismo, provavo a riordinare e scrivere il racconto dei vecchi sul terremoto del 13 gennaio 1915 che distrusse la mia città. Una sola casetta, nei pressi della ferrovia, rimase allora in piedi. Oggi, quasi cent'anni dopo, la terra è tornata a tremare in maniera rovinosa. Città, paesi, borghi antichi, monumenti, chiese e conventi distrutti nel silenzio della notte. Ed ha colpito il simbolo stesso della regione, la bella e amatissima città de L'Aquila.

Conosco la gente d'Abruzzo. In momenti come questi vale più che mai quella espressione antica e forse abusata, ma profondamente vera che vuole gli abruzzesi "forti e gentili". Forti di fronte al dolore e alla sofferenza, gentili nella solidarietà e nello slancio verso chi ha bisogno. Lo Stato, il Governo, sarà al loro fianco con tutte le strutture di cui dispone. Ma, soprattutto, con il cuore e l'impegno di tutti gli uomini delle Istituzioni.