PNR e PDS: cosa sono e a cosa servono
- recepiscono le raccomandazioni e gli orientamenti formulati dal Consiglio europeo e dalla Commissione, al termine del primo semestre europeo;
- includono gli obiettivi nazionali della strategia Europa 2020;
- integrano, ove pertinenti, gli impegni assunti nell’ambito del patto Euro Plus.
Nel percorso stabilito dalla nuova governance economica europea il PNR rappresenta un momento chiave nel coordinamento tra le politiche dell’Unione e le politiche nazionali. L’attenzione nei confronti di questo documento è quindi particolarmente accurata.
Il PNR viene esaminato non solo dalle istituzioni europee ma anche dagli altri Governi che vi cercano best practices, confrontano le agende politiche reciproche, e verificano l’attuazione delle riforme promesse.
Il PNR riveste una duplice funzione. Da un lato, serve a fare il punto sulle riforme messe in campo dopo le raccomandazioni adottate dall’Unione Europea per l’anno precedente, illustrando la portata degli interventi in atto, la loro coerenza con gli orientamenti dell’Unione Europea e il loro impatto atteso. Dall’altro, presenta un’agenda di interventi previsti per i mesi successivi, delineando così il percorso attraverso il quale l’Italia intende conseguire gli obiettivi definiti a livello europeo.
Il PNR 2012 assume doppia valenza: in chiave nazionale ed europea. Nell’attuale fase delicata per l’economia nazionale, la qualità delle riforme italiane ha grande rilevanza ai fini del rilancio della crescita in Italia e, quindi, anche ai fini della stabilità economica e finanziaria dell’Unione economica e monetaria.
Il PNR 2012, inoltre, è particolarmente importante per il ruolo che giocano gli indirizzi di policy delle istituzioni comunitarie che, rispetto al passato, vedono potenziato il ruolo di orientamento sulle scelte di politica economica nazionale degli Stati membri. Il fatto che le raccomandazioni della Commissione sul PNR del 2011 siano state riprese nella lettera della Banca Centrale Europea nel corso dell’estate e, successivamente, nelle richieste rivolte dal Consiglio europeo di ottobre all’Italia, è la dimostrazione del peso che il giudizio sul PNR può avere nel dibattito politico.
Per questo motivo la strategia di intervento avviata dal Governo si basa su due obiettivi:
a) il riequilibrio strutturale dei conti pubblici, per consentire di ridurre rapidamente il peso del debito. A tal fine il Governo si è impegnato innanzitutto a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, nel rispetto di quanto concordato al Consiglio Europeo di ottobre 2011, e ha avviato una complessa operazione di politica economica, approvata alla fine del 2011 con il provvedimento ‘Salva Italia’, per assicurare la stabilità finanziaria, la crescita e l’equità;
b) la creazione di condizioni che consentano la ripresa del processo di sviluppo. Con i provvedimenti ‘Cresci Italia’ e ‘Semplifica Italia’ sono state introdotte misure tese a incentivare l’iniziativa economica privata, eliminare barriere d’accesso ai mercati, creare condizioni più favorevoli per l’investimento interno e dall’estero, promuovere l’innovazione e l’efficienza e trasparenza della Pubblica Amministrazione, accelerare la diffusione dell’ITC. Con lo sblocco degli investimenti pubblici e il ‘Piano di Azione Coesione’ si sono create le condizioni per una ripresa degli investimenti pubblici infrastrutturali e un rafforzamento della qualità dei servizi collettivi nel Sud. Il PNR indica le altre misure complementari che sono necessarie per accelerare il ritorno alla crescita.
Il PNR è stato predisposto sulla base di un lavoro collegiale del Governo: per legge, la responsabilità di predisporre il testo è del Ministero dell’economia di concerto con il Ministro per gli affari europei. In realtà le priorità europee investono numerosi Dicasteri: in particolare il Lavoro, lo Sviluppo economico, le Pari opportunità, la Pubblica amministrazione, la Giustizia, l’Ambiente. Per questo motivo la preparazione del PNR ha coinvolto, in prima battuta, i Ministeri interessati. Contemporaneamente, il Governo ha attribuito grande importanza al confronto e alla consultazione delle forze politiche, delle autonomie territoriali, del CNEL, del Forum Giovani e, più in generale, delle Parti sociali.