Presentazione
La lotta alla corruzione è una delle priorità nell’agenda del Governo Monti. Il diffondersi delle prassi corruttive mina, infatti, la fiducia dei mercati e delle imprese, favorendo la perdita di competitività dell’economia.
Con il compito di elaborare, in tempi brevi, proposte in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione nella Pubblica amministrazione, è stata istituita lo scorso 23 dicembre dal ministro per la pubblica amministrazione Patroni Griffi una apposita commissione di studio. Tra i compiti della commissione anche quello di elaborare proposte emendative al disegno di legge in materia di corruzione all'esame del Parlamento.
La commissione ha presentato i primi esiti del suo lavoro al ministro per la pubblica amministrazione il 30 gennaio; il punto sulla situazione attuale e, in prospettiva, sui prossimi sviluppi legislativi è stato fatto nel corso di un seminario su “Regole e amministrazione pubblica” che si è svolto il 23 marzo 2012.
Sulla base delle proposte elaborate, il Ministro della pubblica amministrazione proporrà emendamenti al disegno di legge n. 4434, al vaglio delle Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia della Camera dei Deputati.
Queste, in sintesi, le proposte:
- adozione di piani di prevenzione:
Lo studio suggerisce al governo di “prevedere e imporre l’adozione da parte delle singole amministrazioni di adeguati piani interni con la finalità di prevenzione”. I piani dovranno individuare i settori nei quali più si annida il rischio di corruzione, oltre che le adeguate soluzioni organizzative volte a ridurre il rischio stesso. I piani dovranno essere elaborati anche tenendo conto degli indirizzi elaborati da un’Autorità indipendente responsabile di una politica nazionale di prevenzione della corruzione.
E’ necessario introdurre un’adeguata tutela di chi denuncia i fenomeni corruttivi (whisteblower) oltre che un sistema di premialità, che incentivi la segnalazione;
La Commissione suggerisce di avviare un monitoraggio dei rapporti tra l’amministrazione e i soggetti che con la stessa stipulano i contratti o che sono interessati in procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici. Si suggerisce anche di intensificare la rotazione degli incarichi nei ruoli più a rischio.
- miglioramento delle discipline riguardanti l’integrità e i livelli di trasparenza
Viene segnalata la necessità di un’organica revisione del sistema delle incompatibilità dei dirigenti delle pubbliche amministrazioni, per assicurare una maggiore ed effettiva indipendenza personale della dirigenza ed una maggiore fiducia dei cittadini sulla imparzialità nell’esercizio delle funzioni affidate. Urgente, in particolare, tener conto delle situazioni di conflitto che possono verificarsi, ad esempio in caso di assunzione di interessi presso imprese private (cariche societarie o incarichi temporanei), specie se le imprese hanno con l’amministrazione rapporti come la concessione di contributi economici o la sottoposizione a controlli.
- codici di condotta e promozione della cultura della legalità
Necessario riformare i codici di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, chiarendone la natura di fonte che individua doveri giuridicamente rilevanti, quindi sanzionabili in termini di responsabilità disciplinare. Inoltre è necessario rivedere il quadro dei doveri, affiancando a quelli relativi allo svolgimento della prestazione lavorativa anche i doveri che assicurano l’indipendenza e l’esercizio imparziale delle funzioni affidate.
Oltre a ciò, potenziare lo strumento disciplinare, nella prospettiva del contrasto dei fenomeni di corruzione e dei conflitti di interesse, anche attraverso l’integrazione delle ipotesi di licenziamento disciplinare.
Necessario innalzare il livello di trasparenza dovuta dalle amministrazioni, ad esempio con l’obbligo di rendere pubblici:
- i dati relativi ai titolari di incarichi politici, di carattere elettivo o comunque di esercizio di poteri di indirizzo politico: dati riguardanti la situazione patrimoniale complessiva del titolare al momento dell’assunzione della carica, la titolarità di imprese, le partecipazioni azionarie proprie, del coniuge e dei congiunti fino al secondo grado di parentela, nonché tutti i compensi cui dà diritto l’assunzione della carica;
- i dati reddituali e patrimoniali di almeno alcune categorie di dipendenti pubblici, a partire da quelli con funzioni dirigenziali.
Il quadro completo dei lavori della Commissione nel documento di sintesi.
Fonte: Ministro per la pubblica aministrazione e la semplificazione