Primi dati
(pagina pubblicata il 30 aprile 2012)
Il 27 aprile 2012 l’Istat ha diffuso i primi risultati del 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni e del Censimento degli edifici. Rispetto ai dati definitivi, che si baseranno sulle informazioni riportate nei Fogli di famiglia e Fogli di convivenza, si tratta di dati preliminari che derivano da informazioni acquisite in forma aggregata e, quindi, suscettibili di modifiche.
Già questi primi risultati permettono di delineare un quadro della popolazione abitualmente dimorante in Italia, delle abitazioni e degli edifici presenti. Infatti, vengono diffuse tavole di dati relativi alla popolazione residente distinta per sesso, al numero di famiglie e di convivenze, al numero di abitazioni.
Queste alcune delle informazioni, illustrate nel dettaglio in un opuscolo dell’Istituto di statistica (periodo di riferimento ottobre 2011).
In Italia risiedono 59.464.644 persone. Con una differenza di 1.962.760 individui, la popolazione femminile supera quella maschile: in media ci sono 52 donne ogni 100 abitanti.
Roma è il comune più popoloso (2.612.068 residenti); Pedesina (SO) il più piccolo (30 residenti); il comune più esteso territorialmente è ancora Roma, mentre Fiera di Primiero (TN) risulta il meno esteso.
Nell'ultimo decennio la popolazione straniera abitualmente dimorante in Italia è quasi triplicata, passando da poco più di 1.300.000 a circa 3.770.000. L'incidenza degli stranieri sul totale della popolazione sale da 23,4 a 63,4 per mille censiti. Tra il 2001 e il 2011 le famiglie residenti sono aumentate da 21.810.676 a 24.512.012. Si è ridotto invece il numero medio dei componenti per famiglia da 2,6 a 2,4 persone.
La definizione di famiglia adottata nel censimento è quella prevista dal Regolamento anagrafico vigente in Italia. Pertanto, per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune
(anche se non sono ancora iscritte nell'anagrafe della popolazione residente del comune medesimo). Una famiglia può essere costituita anche da una sola persona.
Il numero di famiglie è più che raddoppiato nel corso degli ultimi sessanta anni e questa tendenzaè confermata dai primi risultati del 15° Censimento. Tra il 2001 e il 2011 le famiglie residenti in Italia sono aumentate del 12,4%, passando da 21.810.676 a 24.512.012. E’ anche continuata la progressiva
riduzione del numero medio dei componenti per famiglia, passato da 2,6 persone nel 2001 a 2,4 persone nel 2011. Entrambe le tendenze sono comuni alle diverse aree del Paese: negli ultimi dieci anni l’incremento del numero di famiglie è stato più elevato della media nazionale nel Nord-Est (15,1%) e nel
Centro (14,7%). Il numero medio di componenti per famiglia è minore nel Nord (2,3 persone) e nel Centro (2,4 persone), superiore nel Meridione e nelle Isole, dove è comunque diminuito, raggiungendo valori pari, rispettivamente, a 2,7 e a 2,5 persone.
L’incremento del numero di famiglie, accompagnato dalla riduzione del numero medio di componenti per famiglia, riflette i mutamenti delle strutture familiari dovuti ai cambiamenti demografici, sociali ed economici in atto nel nostro Paese: tendono a diminuire le famiglie numerose e a crescere le famiglie uni-personali,
anche in conseguenza del progressivo invecchiamento della popolazione.
Per convivenza, invece, si intende un insieme di persone che, senza essere legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità e simili, conducono vita in comune per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari, di pena e simili. Le convivenze (case di riposo, istituti religiosi, istituti penitenziari, caserme, ecc.) risultanti al 15° Censimento sono pari a 46.798 unità. Dal punto di vista geografico le convivenze sono dislocate prevalentemente nell’Italia settentrionale (25.219 strutture, pari al 53,9% del totale) e nell’Italia Centrale (10.147 unità, 21,7%), mentre nel Meridione e nelle Isole si ritrovano, rispettivamente, il 15,3% e il 9,2% delle strutture.
La popolazione che vive stabilmente nelle convivenze è risultata di 286.561 persone. Il 63% risiede nelle strutture localizzate al Nord con un rapporto tra residenti in convivenza e residenti in famiglia pari al 7 per mille, due punti in più rispetto alla media nazionale (5 per mille). Nel Centro la quota di residenti in convivenza si attesta al 17% del totale nazionale, con un rapporto del 4 per mille con i residenti in famiglia.
Nel Meridione e nelle Isole il rapporto è più basso (3 per mille), con una percentuale di popolazione residente in convivenza pari, rispettivamente, al 12,6% e al 7,4%.
Fonte: ISTAT - Istituto nazionale di statistica