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Cresci Italia: più concorrenza, più infrastrutture nel segno dell'equità

pagina pubblicata il 23 marzo 2012

Il Parlamento approva in via definitiva (con modifiche) il "Cresci italia"

Un traguardo importante nel difficile percorso verso la crescita economica del Paese: l'approvazione in via definitiva, dal parte del Parlamento, del decreto legge recante disposizioni per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività è stata accolta con soddisfazione dal Presidente del Consiglio.

Il testo definitivo approvato in Parlamento il 22 marzo 2012 conferma tutte le priorità del disegno originario: le imprese, le professioni, i cittadini.

La legge agevola, infatti, il lavoro quotidiano degli imprenditori, dando loro l’opportunità di concentrare gli sforzi sul lavoro quotidiano, anziché sugli adempimenti formali. Riducendo all’essenziale le incombenze burocratiche si dà alla piccola e media imprenditoria l’opportunità di muoversi su un ritmo diverso: da adagio ad andante. È in questa direzione che muovono le misure tese ad accelerare il pagamento dei debiti delle amministrazioni statali verso le imprese. Grazie alla nuova legge, infatti, le pubbliche amministrazioni avranno la facoltà di comporre bonariamente con i propri creditori le ragioni di credito e debito. Potranno farlo attraverso istituti specifici: la compensazione, la cessione di credito e le transizioni condizionate alla rinuncia a interessi e rivalutazione monetaria.

Inoltre, per iniziativa del Parlamento è stata introdotta la possibilità di attribuire un rating di legalità alle imprese, al fine di diffondere le buone prassi tra gli imprenditori. Un buon rating di legalità consentirà agli imprenditori di avere linee facilitate di accesso al credito e di partecipare prioritariamente al concorso di fondi pubblici per lo sviluppo delle imprese.

La legge interviene anche sulle professioni regolamentare per eliminare le restrizioni al corretto funzionamento della concorrenza. Il Parlamento ha ritenuto opportuno stabilire un’apposita disciplina transitoria che renderà immediatamente operativa l’abolizione definitiva di tutte le tariffe professionali.

Le liberalizzazioni favoriscono poi l’imprenditoria giovanile, istituendo la società a responsabilità limitata. È una misura tesa a valorizzare il merito delle nuove generazioni. Così anche la norma che prevede la possibilità per gli studenti universitari di svolgere tirocini formativi finalizzati all’iscrizione negli albi professionali prima del conseguimento della laurea.

A favore dei consumatori (ma anche delle PMI) si potenziano il servizio di distribuzione dei farmaci e l’attività notarile. In particolare, si offre la possibilità di ottenere la titolarità di una farmacia anche a coloro che hanno svolto attività lavorativa prevalentemente presso le cd. “parafarmacie”. Si rafforza poi l’attività di enforcement dell’Autorità per la concorrenza e il mercato contro le clausole vessatorie ai danni dei consumatori e si eliminano alcune ingiustificate restrizioni in merito alla possibilità di far valere l’azione di classe.

Sempre al fine di contenere i costi per gli utenti, vengono dettate nuove norme in materia di assicurazioni e banche. Per esempio, si introduce l’obbligo per gli istituti bancari di garantire la gratuità delle spese di apertura e gestione dei conti di pagamento di base destinati all’accredito e al prelievo della pensione del titolare per chi percepisce trattamenti fino a 1500 euro mensili.

Ad analoghe finalità si indirizzano le norme in materia di taxi. Viene infatti istituita un’autorità per la regolazione dei settori del trasporto. La competenza a decidere spetterà a Comuni e Regioni, che dovranno però considerare i pareri tecnici emessi dall’Autorità. Quest’ultima avrà il potere di impugnare di fronte al TAR del Lazio le decisioni delle amministrazioni, qualora non rispettino i criteri tecnici.

Si promuove, infine, la concorrenza nei mercati dell’energia, attraverso la separazione della rete di distribuzione del gas dall’impresa incumbent, e della distribuzione di carburanti, attraverso il rafforzamento dell’autonomia dei distributori nei confronti delle compagnie. Vengono razionalizzate (naturalmente nel rispetto dell’esito referendario) la normativa di gestione dei servizi pubblici locali.

Da ultimo, la legge definisce un quadro organico di regolazione tecnica indipendente nei trasporti aerei, ferroviari, autostradali e portuali. Sono tutti considerati presupporti necessari per aprire alla competizione. Un discorso analogo vale per la disciplina della distribuzione della stampa.

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