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Cresci Italia: più concorrenza, più infrastrutture nel segno dell'equità

Pagina pubblicata il 16 marzo 2012

Il presidente del Consiglio illustra il provvedimento alla Camera (Commissioni VI e IX)

Il decreto-legge n. 1/2012 costituisce un tassello necessario della strategia di intervento messa in atto dal Governo per ristabilire quel quadro di fiducia che si sta gradualmente ristabilendo. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio nel corso del suo intervento alla Camera (commissioni VI e IX) per illustrare la posizione del governo a due giorni dall'inizio della discussione in aula del provvedimento - già approvato dal Senato.

Ecco cosa ha detto in sintesi il presidente:
Gli ambiti di intervento coperti dal decreto-legge sono ampi. Si pongono gli strumenti per liberalizzare interi settori della vita economica e per ridurre gli oneri amministrativi che gravano sulle iniziative imprenditoriali, si interviene sulle professioni regolamentate per eliminare alcune gravi restrizioni al corretto funzionamento del gioco concorrenziale, viene istituita la società semplificata a responsabilità limitata al costo di un euro per favorire l'imprenditorialità giovanile. Si potenzia il servizio di distribuzione dei farmaci e l'attività notarile, si accrescono le tutele per i consumatori e per le piccole e medie imprese, si promuove la concorrenza nei mercati dell'energia, profilando in particolare la separazione della rete di distribuzione del gas dall'impresa incumbent, allo scopo di promuovere lo sviluppo della rete stessa nel contesto delle reti europee e la concorrenzialità nei mercati nazionali. Si aprono i mercati della distribuzione dei carburanti, rafforzando l'autonomia dei distributori nei confronti delle compagnie; nel rispetto dell'esito referendario si razionalizza la normativa in materia di gestione dei servizi pubblici locali; si dettano norme in materia di assicurazioni e di banche allo scopo di contenere i costi per gli utenti; si definisce un quadro organico di regolazione tecnica indipendente nei trasporti aerei, ferroviari, autostradali, portuali, come presupposto necessario per aprire questi settori alla competizione.

Si promuove la modernizzazione della disciplina della distribuzione della stampa; si interviene per la prima volta al fine di accelerare il pagamento dei debiti di amministrazioni statali a favore delle imprese per transazioni commerciali avvenute; si dà attuazione alle direttive europee scadute in materia di diritti aeroportuali e in altre materie, in relazione alle quali si profilavano possibili infrazioni al diritto dell'Unione.

La disciplina di queste materie per molti aspetti è stata migliorata nel corso dell'esame al Senato, a seguito di costruttivi interventi dei gruppi parlamentari e anche di singoli parlamentari. Si è per esempio disciplinata la possibilità di attribuire un rating di legalità alle imprese, allo scopo di diffondere corrette prassi nei comportamenti imprenditoriali. È stata potenziata l'attività di enforcement svolta dall'Antitrust contro le clausole vessatorie ai danni dei consumatori; si è affermato il principio del riconoscimento del rimborso spese al tirocinante dopo i primi sei mesi. Anche cose minuscole, rispetto ai grandi disegni teorici di liberalizzazione, ma cose molto importanti per la vita pratica dei cittadini.

Si è favorito l'accesso alla titolarità della farmacia anche per coloro che, pur essendo farmacisti, hanno svolto la propria attività prevalentemente presso le cosiddette «parafarmacie». Si è data, poi, la possibilità di cumulare i titoli svolgendo una gestione associata. È stato introdotto l'obbligo per il medico di informare il paziente dell'esistenza di farmaci equivalenti idonei alla specifica terapia e l'obbligo per il farmacista, nei limiti in cui la prescrizione del medico lo consenta, di fornire il medicinale al prezzo più basso.
Si è istituita senza oneri per la finanza pubblica un'Autorità ad hoc per la regolazione organica del complesso dei settori del trasporto. Per i taxi, senza rinunciare neanche in questo ambito all'introduzione di elementi di modernizzazione, si è lasciato a comuni e regioni la competenza a decidere sulla base del parere tecnico dell'Autorità e a quest'ultima è stato conferito, inoltre, il potere di impugnare innanzi al TAR del Lazio le decisioni dell'amministrazione.

Fonte: Intervento del presidente del Consiglio

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