Le misure per la crescita approvate dal Consiglio dei Ministri
E’ entrato in vigore il 26 giugno 2012, con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, il decreto legge n. 83/12, «Misure urgenti per la crescita del Paese» (decreto sviluppo 2012).
Il provvedimento, su iniziativa del ministro dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti, Passera, è stato approvato nel corso del Consiglio dei Ministri del 15 giugno 2012.
Tra gli obiettivi del decreto: stimolare il rafforzamento della competitività, la ripresa della domanda, il dinamismo imprenditoriale. Rilancio del settore dell’edilizia, introduzione di nuovi strumenti di finanziamento e accesso al credito per le imprese, misure per il sostegno alla realizzazione delle infrastrutture energetiche, provvedimenti per ridurre i tempi della giustizia civile: sono alcuni dei meccanismi attivati.
Queste, in sintesi, alcune delle misure del decreto-legge.
LAVORO
Viene istituito un contributo in forma di credito d’imposta per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di personale altamente qualificato in possesso di laurea magistrale a carattere tecnico o scientifico impiegato in attività di ricerca e sviluppo o in possesso di dottorato di ricerca senza vincoli sulle attività di impiego. L’aliquota del beneficio è pari al 35% delle spese calcolate sul costo aziendale con un vincolo di trattenere il personale assunto per almeno 3 anni. Sono stabilmente destinati alla misura 50 milioni di euro all’anno rinvenienti dalle risorse che provengono annualmente dalla riscossione delle tasse sui diritti brevettuali. Il contributo potrebbe favorire oltre 4 mila nuove assunzioni.
Inoltre, per sviluppare l’ occupazione giovanile nella green economy, viene esteso il
il finanziamento agevolato previsto dal fondo Kyoto (su cui sono disponibili 470 milioni di euro) a soggetti pubblici e privati che operano in ulteriori 4 settori della Green Economy, cioè protezione del territorio e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico; ricerca e sviluppo e produzioni di biocarburanti di seconda e terza generazione; ricerca e sviluppo e produzioni e istallazione di tecnologie nel solare termico, solare a concertazione, solare termo-dinamico, solare fotovoltaico, biomasse, biogas e geotermia; incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia nei settori civile e terziario (incluso social housing).
Il finanziamento ai progetti di investimento è vincolato alla creazione di nuova occupazione giovanile a tempo indeterminato.
Agevolazioni fiscali per lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica
Viene confermata ed estesa la disciplina degli incentivi fiscali per le spese di ristrutturazione edilizia. La proposta prevede l’innalzamento, fino al 30 giugno 2013, delle soglie di detrazione IRPEF al 50% (attualmente è prevista al 36%) per lavori fino a 96 mila euro (attualmente fino a 48 mila euro), per favorire interventi di ristrutturazione edilizia.
Consentita, dal 1 gennaio 2013 al 30 giugno 2013, la detrazione di imposta del 50 per cento per le spese per interventi di riqualificazione energetica (fino al 31 dicembre 2012 resta valida la detrazione pari al 55%)
Rilancio dell’edilizia
L’attuale normativa prevede che le cessioni e le locazioni da parte delle imprese edili di nuove costruzioni destinate ad uso abitativo, oltre il termine di cinque anni dalla costruzione, sono esenti dall’imposizione di IVA. Tale disciplina impedisce quindi alle imprese di costruzione di portare a compensazione l’IVA pagata per la realizzazione dell’opera, nel caso in cui questa venga venduta o locata dopo il termine di cinque anni. In questa situazione, l’IVA rimane quindi a carico degli imprenditori edili. La norma abolisce il limite temporale dei cinque anni, prevedendo quindi che le cessioni o locazioni di nuove abitazioni effettuate direttamente dai costruttori siamo sempre assoggettate ad IVA, consentendo di conseguenza alle imprese di avvalersi della compensazione.
Inoltre, il provvedimento prosegue nella strada della semplificazione dei procedimenti burocratici di autorizzazione e certficazione.
Risorse per lo sviluppo
La norma riordina il fondo speciale rotativo sull’innovazione tecnologica (ex FIT), denominandolo “Fondo per la crescita sostenibile”. Il Fondo si pone come obiettivo prioritario il finanziamento di programmi ed interventi per la competitività e il sostegno dell’apparato produttivo sulla base di progetti di rilevante interesse nazionale, articolati su tre linee strategiche: 1) la promozione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione; 2) il rilancio di aree che versano in situazioni di crisi tramite la sottoscrizione di accordi di programma; 3) la promozione della presenza internazionale delle imprese e l’attrazione di investimenti dall’estero. Per ogni obbiettivo è istituita una sezione dedicata nell’ambito del Fondo.
Misure per accelerare gli investimenti in infrastrutture
Per dare un ulteriore impulso al partenariato pubblico-privato, viene introdotto un trattamento fiscale agevolato per favorire l’emissione e il collocamento dei project bond. Viene esteso a tutte le opere infrastrutturali, realizzate in partenariato pubblico-privato, il campo di applicazione della disciplina attuale di defiscalizzazione, a parziale o totale copertura del contributo pubblico a fondo perduto.
Viene anche introdotta un’ulteriore forma di defiscalizzazione per le opere per le quali non è previsto un contributo pubblico a fondo perduto: in questo caso è previsto il rimborso a favore del concessionario e della società di progetto di 1/3 delle nuove entrate fiscali generate dalle opere realizzate.
Accelerazione dell’Agenda digitale
Viene istituita l’Agenzia per l’Italia Digitale, alla quale vengono attribuite tutte le funzioni svolte finora da diversi enti – DigitPa, Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, Dipartimento per la digitalizzazione della PA della Presidenza del Consiglio, che vengono soppressi o riorganizzati - in materia di innovazione tecnologica.
La nuova Agenzia avrà il compito di coordinare le politiche e le strategie di diffusione delle nuove tecnologie. assicurando la piena interoperabilità dei sistemi informatici della Pubblica Amministrazione, secondo i parametri comunitari.
Altro compito fondamentale sarà procedere alla razionalizzazione della spesa pubblica informatica, coordinando la gestione dei dati dell’Amministrazione statale, regionale e locale.
Accelerazione dei tempi della giustizia civile, semplificazione delle agevolazioni per le imprese, controllo dei cittadini sulla spesa pubblica, sono altri settori di intervento del provvedimento.
Fonte: comunicato CdM