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Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell'Unione economica e monetaria (Fiscal compact)

Presentazione

E' stato ratificato in via definitiva dalla Camera dei deputati, il 19 luglio 2012, il Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell'Unione economica e monetaria,  sottoscritto lo scorso 2 marzo da 25 Stati membri dell'Unione europea (Ue), con l'esclusione di Regno Unito e Repubblica ceca.

Il Trattato entrerà in vigore il 1º gennaio 2013, se almeno 12 paesi sui 25 che hanno firmato l’accordo decideranno di ratificarlo. 

Con esso gli Stati contraenti  adottano una serie di regole volte a rinsaldare la disciplina di bilancio e a potenziare il coordinamento delle loro politiche economiche, per salvaguardare la stabilità di tutta la zona euro ed in tal modo sostenere gli obiettivi dell'Unione europea in materia di crescita sostenibile, occupazione, competitività e coesione sociale.

Questi alcuni punti dell’accordo.

Patto di bilancio

Il nuovo trattato prevede che i bilanci nazionali siano in pareggio o in avanzo. La regola sarà considerata rispettata se sarà conseguito l'obiettivo di medio termine specifico per paese, quale definito nel patto di stabilità e crescita riveduto, con il limite inferiore di disavanzo strutturale dello 0,5% del PIL. Qualora si constatino deviazioni significative da tale obiettivo o dal percorso di avvicinamento a tale obiettivo sarà attivato automaticamente un meccanismo di correzione. Il meccanismo include l'obbligo di attuare misure adeguate in un periodo di tempo definito.
Il recepimento della regola sul pareggio di bilancio può essere verificato dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, con sentenza vincolante che può essere seguita da sanzioni finanziarie qualora lo Stato membro interessato non vi si sia conformato.
 Le parti contraenti la cui moneta è l'euro si impegnano ad adottare le decisioni del Consiglio nel quadro di una procedura per i disavanzi eccessivi a meno che una maggioranza qualificata non vi si opponga.

Coordinamento delle politiche economiche e convergenza

Il nuovo trattato prevede anche il coordinamento delle politiche economica e la convergenza: le parti contraenti devono comunicare i rispettivi piani di emissione del debito pubblico e assicurare che le grandi riforme di politica economica siano discusse preventivamente e, ove appropriato, coordinate tra loro.

Sempre il 19 luglio è stato approvato anche il disegno di legge di ratifica della revisione del Trattato europeo che inserisce negli accordi la possibilità di attivare il meccanismo di stabilità e tutela dell’euro (Esm). La modifica, che riguarda l’articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell’UE (TFUE) è stata adottata con decisione del Consiglio europeo del 24-25 marzo 2011 e prevede che “Gli Stati membri la cui moneta è l'euro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell'ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità".
La modifica entrerà in vigore il 1 gennaio 2013, a condizione che il 90% dei Paesi lo abbia ratificato.

Fonte: Trattato sottoscritto il 2 marzo 2012 / Sito Consiglio europeo