Contenuti del rapporto
Il rapporto "Restart, Italia!" si divide in quattro parti:
Una prima parte chiarisce la definizione di "startup", introducendo il concetto di vocazione sociale. Per startup a "vocazione sociale" si intendono quelle che offrono un contributo alla comunità (es. una startup che realizza una applicazione per aiutare persone diversamente abili a spostarsi più liberamente in città attraverso un sistema di navigazione delle strade e degli edifici più facilmente percorribili e accessibili.). Il rapporto sottolinea l'importanza di questa famiglia di startup, soprattutto in una fase storica in cui lo Stato fa sempre più fatica a rispondere a tutti i bisogni dei cittadini, prevedendo per le startup legate allo sviluppo di innovazione sociale, in aggiunta alle misure di sostegno suggerite, anche alcune misure “extra” per facilitarne la nascita e lo sviluppo.
Una seconda parte è dedicata alle misure di sostegno, volte a rimuovere tutti quegli ostacoli che rallentano la nascita delle startup (dagli adempimenti e agli oneri burocratici, ad una normativa fiscale “poco amica”, al reclutamento di persone da coinvolgere nel progetto imprenditoriale, la fornitura di servizi e consulenze in fase di avviamento.).
Il rapporto individua due fronti dove concentrare gli sforzi:
- la semplificazione amministrativa e normativa
- Il capitale umano a disposizione della nuova startup
La terza parte del rapporto vedo come protagonisti i territori.
Il territorio – una vallata, un centro urbano, una periferia riqualificata – diventa il fattore più importante per assicurare il successo di una startup. Ed è per questo che alcuni luoghi sono diventati molto noti a livello internazionale per la loro capacità di attrarre queste imprese del futuro. Le startup cercano territori accoglienti, in grado di offrire tutto quello di cui hanno bisogno.
E cercano altre startup (e altri attori della filiera dell’innovazione) con cui costruire collaborazioni, scambi e provocare reciproche contaminazioni. Sanno che l’ambiente in cui crescere è decisivo, e quindi cercano il migliore, lo selezionano.
Se vogliono giocare la partita dell’innovazione, prosegue il rapporto, oggi i territori devono imparare anche ad accogliere ciò che è nuovo, a coltivare i propri talenti e a importare le migliori intelligenze degli altri: persone dotate di idee, competenze, capacità, spirito imprenditoriale.
La quarta parte prende in esame un aspetto che ha un impatto cruciale nella definizione delle politiche di sotegno alle startup: le valutazioni. Alcune delle proposte del rapporto hanno un costo monetario modesto; altre potrebbero avere un impatto non marginale sulla spesa pubblica. È quindi opportuno - sottolinea il rapporto - predisporre meccanismi di valutazione delle proposte affinché l’efficacia delle stesse, nonché il loro impatto sistemico, possa essere periodicamente accertato.
La parte finale del rapporto è dedicata alle conclusioni. Gli allegati presentano:
- una panoramica sullo scenario internazionale (con una griglia che mette a confronto la presenza dei principali fattori favorevoli alla nascita e sviluppo di startup in alcuni Paesi considerati modelli di riferimento)
- una lista ista delle schede presenti nel Rapporto
- il lavoro della Task Force
- i risultati della consultazione online
(fonte: Rapporto "Restart, Italia!")