Presentazione
«Certi beni del patrimonio culturale naturale offrono un interesse eccezionale che esige la loro preservazione come elementi del patrimonio mondiale dell’umanità».
Pompei, tra i maggiori luoghi-simbolo dell’Italia, è una delle aree archeologiche visitabili più estese al mondo e, dopo il circuito Colosseo-Palatino, è il secondo tra i siti archeologici italiani per numero di visitatori.
Dopo i crolli avvenuti nell’area archeologica di Pompei nel novembre 2010 e nei mesi successivi è stato adottato un programma straordinario per rafforzare le azioni e gli interventi di tutela.

In particolare Pompei - area scavata di oltre 66 ettari, con i resti degli edifici del I secolo privi di copertura ed esposti agli effetti climatici - da oltre 250 anni subisce danni alle strutture murarie e agli apparati decorativi.
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La Commissione europea ha quindi approvato un finanziamento del Fondo europeo di sviluppo regionale destinato al progetto di restauro dell'area del sito italiano UNESCO di Pompei, in Campania. I siti italiani, infatti, inseriti nella «lista del patrimonio mondiale», sulla base delle tipologie individuate dalla Convenzione per la salvaguardia del patrimonio mondiale culturale e ambientale firmata a Parigi il 16 novembre 1972, dai Paesi aderenti all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO), sono, per la loro unicità, punte di eccellenza del patrimonio culturale, paesaggistico e naturale italiano e della sua rappresentazione a livello internazionale e acquisiscono priorità di intervento qualora siano oggetto di finanziamenti secondo le leggi vigenti.
Il progetto finalizzato alla conservazione, manutenzione e miglioramento del sito archeologico di Pompei prevede l'investimento di 105 milioni di EURO a partire da fondi UE e nazionali.
È stato avviato un percorso che, grazie al lavoro del precedente governo, ha consentito di siglare con il commissario UE Johannes Hahn un piano per i restauri immediatamente cantierabili a Pompei e per interventi di ampio respiro sul sito.
L'obiettivo è conservare uno dei principali siti storico-culturali europei, in quanto attrazione turistica ed importante fattore economico per l'intera Regione Campania.
I 105 milioni di fondi UE saranno utilizzati in base al piano di interventi messo a punto dal Ministero ed approvato dal Consiglio Superiore dei Beni Culturali. Queste risorse saranno dedicate interamente a Pompei e si aggiungeranno ai 40 milioni di euro annui di cui dispone la Soprintendenza. Un’intesa interistituzionale, è stata sottoscritta il 20 gennaio 2012 dalle Amministrazioni interessate al “Grande Progetto Pompei”, per assicurare che il piano di interventi previsti sia realizzato attuando tutte le misure idonee a prevenire e contrastare tentativi di infiltrazione della criminalità, attraverso una più intensa e costante collaborazione tra i soggetti coinvolti e ad una efficace rete di monitoraggio sugli appalti di lavori, servizi e forniture, nonché mediante la tracciabilità dei flussi finanziari connessi alla realizzazione delle opere.
L'approvazione del progetto fa seguito alla domanda inoltrata dalle autorità italiane e ad un piano d'azione concordato con la Commissione in cui è stata accertata l'entità dei lavori necessari per la riabilitazione di Pompei, gravemente danneggiata dalle eccezionali precipitazioni temporalesche
abbattutesi sul sito a fine ottobre e dalle intemperie verificatesi nel 2010 che avevano già causato gravi crolli.
" Abbiamo lavorato per presentare al commissario europeo un piano efficace per il recupero e la messa in sicurezza del sito ed abbiamo disposto un affiancamento, già operativo, alla sovrintendenza perché si inizi da subito a provvedere con le azioni di messa in sicurezza più urgenti. " - dichiara Giancarlo Galan, a suo tempo Ministro per i Beni e le Attività Culturali.
E commentando l'approvazione del finanziamento Johannes Hahn, Commissario responsabile per la politica regionale, ha dichiarato: "Abbiamo dato la nostra approvazione a questa importante opera di restauro non solo nell'interesse dell'Italia, ma dell'intero patrimonio storico europeo. Sono certo che questa iniziativa avrà un impatto positivo sul turismo e sull'economia della zona e quindi su tutti gli abitanti nella regione."
Il progetto Pompei prevede di:
- consolidare le strutture del sito archeologico, a partire dalle aree definite "ad alto rischio" sulla base della mappa del rischio archeologico;
- costruire un sistema di canalizzazione e di drenaggio nell'area di proprietà statale non ancora scavata sotto la quale sono sepolti gli edifici antichi;
- procedere a lavori di consolidamento, restauro e abbellimento in linea con le metodologie di conservazione programmata;
- migliorare la formazione del personale della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei (SANP) addetto al sito.