Emblema della Repubblica
Governo Italiano
Presidenza del Consiglio dei Ministri

Servizi e ricerca nel sito

Intervista di Maria Latella al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Antonio Catricalà

Catricalà: Io sono stato da sempre ottimista perché l’obiettivo del Governo è stato dichiarato immediatamente, cioè la flessibilità del lavoro in entrata e in uscita. Non abbiamo mai fatto un passo indietro e ciononostante gli incontri sono proseguiti, secondo me fruttuosamente, e il fatto che da una forza sindacale notoriamente dura venga un apprezzamento per la nostra intenzione continua a farmi sperare, anzi aumenta le mie buone speranze.

Latella: La preoccupa di più l’ABI, cioè il mondo delle banche che è arrabbiata per la decisione che è stata presa sui conti, o la preoccupa di più il malessere, l’inquietudine che sono attorno alla questione no-tav?

Catricalà: Ovviamente mi preoccupa di più il malessere che viene manifestato intorno a questa questione che, per la verità, è diventata più un totem che una vera questione. Il mio timore è che intorno a questo totem si aggreghino forze che non sono solo quelle della ragionevolezza ma anche del contrasto in sé per sé e quindi della forza contro la democrazia.

Latella: Che cosa vi arriva dal Viminale in questo senso? Avete fatto una riunione di tre ore venerdì con il Ministro degli Interni Cancellieri e con tutti gli altri Ministri. Avete segnali di schegge impazzite o di manipolazioni internazionali? C’è qualcosa che ci può dire?

Catricalà: Ben sappiamo che ci sono stati, in passato, continui contatti tra queste forze antagoniste italiane e le forze antagoniste europee. Non abbiamo segnali che questi contatti, oggi, si siano risolti in un accordo per fare manifestazioni “cruente” in Italia.

Latella: Parlavo prima di banche. C’è stato questo emendamento del Partito Democratico che abolisce tutte le commissioni, cioè i guadagni che le banche ricavano dall’apertura, dal mantenimento e dalla chiusura delle nostre linee di credito. Lei, qualcuno ha detto con un pizzico di malizia, ha detto “se il Parlamento vorrà tener conto delle istanze manifestate dall’Abi, il Governo non si metterà di traverso”. Come a dire, il Parlamento ha fatto una scelta, ha preso una decisione, e se il Parlamento vuole cambiarla se ne assuma le responsabilità. Le chiedo, secondo Lei i partiti che cosa faranno? Perché ora sono un po’ nei guai, se difendono troppo le banche perdono il consenso degli elettori, d’altra parte se non fanno qualcosa le banche sono piuttosto arrabbiate e minacciose. Ho visto che c’è stato una specie di balletto tra Bersani e Gasparri, con Gasparri nell’inedito ruolo di paladino dei cittadini consumatori delle banche e Bersani che diceva ‘interverremo’. Che succederà?

pagina 4 di 8

precedente 1  2  3  4  5  6  7  8  successiva

Informazioni generali sul sito