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Intervista di Maria Latella al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Antonio Catricalà

Catricalà: Se ci fosse un ping pong il Governo non farebbe certo la pallina, questo è bene chiarirlo. Però bisogna anche spiegare bene ai cittadini cosa è successo. Nel decreto “Salva Italia” avevamo già disciplinato la commissione di massimo scoperto, che poi in fondo è il punto maggiormente controverso, cioè il pagamento da parte di imprese e cittadini di una commissione per la semplice disponibilità del denaro. Avevamo scritto, ed è legge attuale dello Stato, che questa commissione non potesse superare lo 0,5% della somma effettivamente messa a disposizione. Il Parlamento è andato oltre, con un emendamento appunto parlamentare, e ha voluto chiarire che anche se ci fosse questo 0,5%, quella clausola sarebbe nulla. Le banche ritengono che questo ulteriore provvedimento è ingiusto e mette in difficoltà i loro patrimoni. Il Governo l’ha preso nel proprio maxiemendamento perché l’accordo era, chiedendo la fiducia, di non aggiungere e non togliere nulla a quello che la Commissione del Senato aveva approvato. Quindi noi siamo stati in qualche modo il veicolo di un’istanza parlamentare, cosa che dobbiamo fare perché noi siamo un Governo che ha legittimazione solo se ci mantiene la fiducia quella larga maggioranza che ce l’ha data.

Latella: Sottosegretario mi pare molto indicativa la metafora alla quale Lei ha fatto ricorso. Tra banche e partiti il Governo non farà certamente la pallina nel ping-pong. C’è il rischio che questo Governo si ritrovi a fare la pallina nel ping-pong tra partiti e vari altri interlocutori? Penso per esempio a tutte le decisioni che avete dovuto prendere per le liberalizzazioni. Qualcuno ha detto, per esempio sui taxi avete mollato per tenere un po’ più di fermezza sulle farmacie. Vi fanno fare la pallina nel ping-pong tra partiti e lobby?

Catricalà: No assolutamente, noi abbiamo trovato in Parlamento grande comprensione per il nostro disegno e anzi il nostro provvedimento è stato arricchito. Faccio un esempio per tutti: non avevamo inserito la possibilità di vendere in farmacia i farmaci monodose; questo è un emendamento parlamentare che è stato ovviamente accolto con favore dal Governo ed è entrato nel maxiemendamento con una convinzione piena. Per i taxi, lo voglio chiarire, non c’è stata nessuna marcia indietro. Semplicemente abbiamo restituito nel sistema costituzionale al Comune una decisione che deve essere del Comune. Abbiamo però chiarito che il Comune non è solo in questa decisione, perché deve tener conto delle linee guida che l’Autorità dovrà dettare. C’è un parere che dovrà essere chiesto necessariamente e questa Autorità, la nuova autorità dei trasporti che andiamo a costituire, avrà la possibilità di impugnare, di ricorrere al TAR del Lazio contro una delibera che non sia rispettosa.

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