
Domanda: In che modo il Governo sta lavorando per risolvere il problema della corruzione nella pubblica amministrazione?
Risposta: La lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione è un obiettivo primario dell’attuale Governo. Il fenomeno della corruzione, infatti, è causa di costi significativi per la collettività: ad esempio quelli prodotti dalla destabilizzazione delle regole dello Stato e, soprattutto, dalla perdita di competitività del Paese. Nelle stime della Commissione europea il costo della corruzione per l’economia dell’Unione è di 120 miliardi di Euro l’anno, ovvero l’1% del Pil della Ue e poco meno del bilancio annuale dell’Unione europea.
Per quanto riguarda l’Italia, uno studio della Banca Mondiale ha stimato in 60 miliardi annui il costo della corruzione. Lo stesso studio considera che, a livello mondiale, la percentuale complessiva con cui la corruzione incide sul PIL mondiale è del 3% (sebbene naturalmente vari in modo sensibile da Paese a Paese).
Il 23 dicembre 2011, il Ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi, ha istituito la Commissione per lo studio e l’elaborazione di proposte in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione. La Commissione ha lavorato con l’obiettivo di elaborare una prima serie di proposte emendative al disegno di legge "anti corruzione" N. 4434 (il disegno di legge, approvato dal Senato il 15 giugno 2011, in attuazione dell’articolo 6 della Convenzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite contro la corruzione, individua, in ambito nazionale, l’Autorità nazionale anticorruzione e gli altri organi incaricati di svolgere attività di controllo, di prevenzione e di contrasto al fenomeno corruttivo e dell’illegalità nella pubblica amministrazione).
La Commissione ha individuato cinque assi portanti su cui intervenire:
A. Riorganizzazione dei processi decisionali all’interno delle amministrazioni, attraverso l’adozione di piani interni di prevenzione. Questi piani dovranno individuare i settori nei quali il rischio di corruzione è più alto e indicare le soluzioni organizzative volte ad abbattere o ridurre quel rischio;
B. Adozione di misure per l’integrità dei funzionari pubblici, da realizzarsi attraverso tre misure principali. La prima è l’organica revisione del sistema delle incompatibilità dei dirigenti delle pubbliche amministrazioni. La seconda è il "rilancio" dei codici di condotta. La terza è la rivitalizzazione del sistema della responsabilità disciplinare.
Codice di condotta disciplinare. Il codice disciplinare è quell’insieme di regole di condotta che il lavoratore è tenuto ad osservare sul luogo di lavoro. Lo stesso normalmente prevede una predeterminazione o una tipizzazione delle infrazioni, sanzioni e delle relative procedure di contestazione. Lo Statuto dei Lavoratori, al primo comma dell’articolo 7, stabilisce che “le norme disciplinari relative alle sanzioni, alle infrazioni in relazione alle quali ciascuna di esse può essere applicata ed alle procedure di contestazione delle stesse devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti. Il codice disciplinare, peraltro, può essere predisposto dalla contrattazione collettiva nazionale o aziendale oppure anche unilateralmente dal datore di lavoro”.
Responsabilità disciplinare. Il potere disciplinare del datore di lavoro ha lo scopo di tutelare l’organizzazione aziendale ed il rispetto degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore, si fonda sul principio di subordinazione del prestatore di lavoro e si traduce nella comminazione di sanzioni disciplinari nei confronti del lavoratore inadempiente.
C. Innalzamento dei livelli di trasparenza delle amministrazioni. In tal senso è previsto l’obbligo di rendere pubblici i dati relativi alla situazione reddituale e patrimoniale per coloro che svolgono incarichi politici, sia di carattere elettivo che di esercizio di poteri di indirizzo politico, e di alcune categorie di dipendenti pubblici. il Governo Monti, secondo il principio della trasparenza, in data 21 febbraio 2012 ha reso note le dichiarazioni patrimoniali di tutti i componenti di Governo.
D. Promozione del senso dello Stato e della preparazione tecnica dei funzionari pubblici. Tale attività deve essere condotta tanto con riferimento al personale pubblico (soprattutto tra chi opera nei settori più esposti al rischio corruzione), nella fase della selezione ma anche dell’aggiornamento e della specializzazione, quanto nella società (soprattutto favorendo percorsi formativi mirati nelle scuole e nelle università).
E. Tutela e premialità del whisteblower, premiando coloro che hanno il coraggio di denunciare i fenomeni di corruzione.
Whistleblower. Il termine inglese è utilizzato per definire un individuo che denuncia pubblicamente o riferisce alle autorità attività illecite o fraudolente all'interno del governo, di un'organizzazione pubblica o privata o di un'azienda. Le rivelazioni possono essere di varia natura: violazione di una legge o di un regolamento, minaccia di interesse pubblico come in caso di corruzione e frode. I whistleblower possono denunciare tali condotte all’interno dell'organizzazione stessa, o renderle pubbliche attraverso i media o le associazioni che si occupano dei problemi in questione. Spesso i whistleblower si espongono a ritorsioni e rivalse da parte dell'istituzione che hanno accusato o di altre organizzazioni correlate.
La Commissione ha inoltre individuato quattro grandi settori su cui svolgere un più approfondito esame:
- gli appalti pubblici;
- la sanità;
- il governo del territorio;
- i controlli interni all’amministrazione.
Per ciascuno di questi, la Commissione ha elaborato un Piano di audizioni istituzionali e di esperti qualificati: all’esito dei lavori, al più tardi tra maggio e giugno 2012, proporrà ulteriori misure di prevenzione di tipo settoriale. Infine, la Commissione – su indicazione dei Ministri della pubblica amministrazione e dell’interno – sta mettendo a punto una strategia nazionale di prevenzione della corruzione che coinvolga la rete delle Prefetture. Queste ultime, infatti, diventeranno i terminali sul territorio di cui l’Autorità nazionale anticorruzione potrà avvalersi nel supportare le amministrazioni locali in sede di elaborazione ed attuazione dei piani organizzativi, oltre che nel verificarne la coerenza con le linee guida indicate dalla stessa Autorità.
pagina pubblicata il 6 aprile 2012