
Domanda: In che modo il Governo è intervenuto per risolvere il problema della corruzione e della trasparenza nella pubblica amministrazione?
Risposta: La lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione è un obiettivo primario dell’attuale Governo. Il fenomeno della corruzione, infatti, è causa di costi significativi per la collettività: ad esempio quelli prodotti dalla destabilizzazione delle regole dello Stato e, soprattutto, dalla perdita di competitività del Paese. Nelle stime della Commissione europea il costo della corruzione per l’economia dell’Unione è di 120 miliardi di Euro l’anno, ovvero l’1% del Pil della Ue e poco meno del bilancio annuale dell’Unione europea.
Per quanto riguarda l’Italia, uno studio della Banca Mondiale ha stimato in 60 miliardi annui il costo della corruzione. Lo stesso studio considera che, a livello mondiale, la percentuale complessiva con cui la corruzione incide sul PIL mondiale è del 3% (sebbene naturalmente vari in modo sensibile da Paese a Paese).
Secondo i dati “Trasparency International Italia”, nel 2010, le categorie percepite come più corrotte in Italia sono i media (voto 3,3 su 5), le imprese (3,7 su 5), il Parlamento (4 su 5) e il sistema giudiziario (3,4 su 5). Quelle meno corrotte sono le organizzazioni non governative, l’esercito, il sistema educazione e la polizia 31%. La società civile dà segni di presenza e di consapevolezza del proprio ruolo: l’85% degli intervistati sosterrebbero chi denuncia casi di corruzione o di abusi, e l'86% ritiene che i cittadini possono fare la differenza nel migliorare la situazione. Sempre in tema di corruzione e trasparenza, il 15,3% dei cittadini intervistati ritiene non corrotte le organizzazioni non governative. Il 13,4% giudica non corrotto il governo anche se, dal rapporto, risulta che il 58,9% giudica inefficacie l’azione dell’Esecutivo per combattere la corruzione.
Già il 23 dicembre 2011, il Ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi, ha istituito la Commissione per lo studio e l’elaborazione di proposte in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione. La Commissione ha lavorato con l’obiettivo di elaborare una prima serie di proposte emendative al disegno di legge "anti corruzione" N. 4434 (il disegno di legge, approvato dal Senato il 15 giugno 2011, in attuazione dell’articolo 6 della Convenzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite contro la corruzione, individua, in ambito nazionale, l’Autorità nazionale anticorruzione e gli altri organi incaricati di svolgere attività di controllo, di prevenzione e di contrasto al fenomeno corruttivo e dell’illegalità nella pubblica amministrazione).
La Commissione ha inoltre individuato quattro grandi settori su cui svolgere un più approfondito esame:
- gli appalti pubblici;
- la sanità;
- il governo del territorio;
- i controlli interni all’amministrazione.
Per ciascuno di questi, la Commissione ha elaborato un Piano di audizioni istituzionali e di esperti qualificati: all’esito dei lavori, al più tardi tra maggio e giugno 2012, proporrà ulteriori misure di prevenzione di tipo settoriale. Infine, la Commissione – su indicazione dei Ministri della pubblica amministrazione e dell’interno – sta mettendo a punto una strategia nazionale di prevenzione della corruzione che coinvolga la rete delle Prefetture. Queste ultime, infatti, diventeranno i terminali sul territorio di cui l’Autorità nazionale anticorruzione potrà avvalersi nel supportare le amministrazioni locali in sede di elaborazione ed attuazione dei piani organizzativi, oltre che nel verificarne la coerenza con le linee guida indicate dalla stessa Autorità.
Il 31 ottobre il Parlamento ha votato il disegno di legge anticorruzione formulato dal governo che mira a prevenire e punire la corruzione. Di seguito alcuni importanti norme che riguardano la pubblica amministrazione:
- la “Commissione per la trasparenza delle amministrazioni pubbliche” diviene Authority anti-corruzione e avrà l’ulteriore compito di approvare il Piano anticorruzione predisposto dal Dipartimento della Funzione Pubblica, effettuare controlli e applicare sanzioni laddove vengano violati obblighi da parte dei funzionari PA.
- In tema di appalti, i condannati per reati gravi come corruzione e mafia non potranno più fare appalti con la PA;
- aumento delle pene per i reati contro la pubblica amministrazione: ora le condanne andranno dai 4 ai 12 anni anziché dai 3 agli 8 anni.
Sempre in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione all’interno dell’amministrazione pubblica, il Consiglio dei ministri, del 22 gennaio 2013, ha approvato due decreti legislativi che attuano la legge 190 del 6 novembre del 2012 che prevede una serie di disposizioni sulla trasparenza nella PA. I provvedimenti hanno lo scopo di dare ai cittadini la possibilità di controllare l’attività della amministrazione.
Con i decreti approvati si dà attuazione al principio di trasparenza intesa come total disclosure, cioè “accessibilità totale delle informazioni su ogni aspetto dell'organizzazione e dell'attività amministrativa, del perseguimento delle funzioni istituzionali e dell'utilizzo delle risorse pubbliche”. Il modello a cui si ispira è quello del Freedom of Information Act statunitense.
Che cos’è il Freedom of information Act?
Letteralmente: “atto per la libertà di informazione”, è una legge emanata negli Stati Uniti nel 1966, che impone alle amministrazioni pubbliche una serie di regole per consentire a qualsiasi persona di conoscere l’operato e l’organizzazione della macchina governativa attraverso l'accesso totale o parziale ai documenti classificati. Le disposizioni, oltre a prevedere norme sulla pubblicità, trasparenza, e diffusione degli atti, introducono sanzioni se tali disposizioni non vengono rispettate.
Alcune misure in dettaglio:
- Stipendi curricula e dati
- Obbligo di pubblicità delle situazioni patrimoniali di politici, e parenti entro il secondo grado;
- pubblicazione dei curricula dei membri del governo e del personale, degli stipendi, degli incarichi e di tutti gli altri dati relativi al personale dirigenziale e la pubblicazione dei bandi di concorso adottati per il reclutamento, a qualsiasi titolo, del personale presso le PA.
- Membri del governo - è stato previsto che siano pubblicati tutti i compensi percepiti dal soggetto in relazione a qualsiasi incarico e si è estesa a tutti la disciplina prevista per l'anagrafe patrimoniale dei parlamentari: dovrà essere resa pubblica la situazione patrimoniale (proprietà immobiliari, quote di società, ecc..) e sarà così consentito a chiunque di verificare se, e in che misura, l'espletamento dell'incarico sia stato occasione di arricchimento personale.
- Incarichi dirigenziali e di diretta collaborazione - Si prevede la pubblicazione degli estremi dell'atto di conferimento, dei compensi percepiti, nonché dei dati relativi allo svolgimento di altri incarichi o di attività professionali.
- Dirigenti e consulenti esterni - La pubblicazione degli estremi dell'atto di conferimento dell'incarico è condizione per la liquidazione del compenso; qualora sia stata omessa e il pagamento comunque effettuato sono inoltre previste sanzioni pecuniarie e disciplinari a carico dei dirigenti responsabili.
- Definito il principio di trasparenza e di pubblicazione - Per trasparenza si intende, l’accessibilità totale delle informazioni che riguardano l’organizzazione e l’attività delle PA, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Per pubblicazione si intende: la diffusione sui siti istituzionali di dati e documenti pubblici e la diretta accessibilità alle informazioni che contengono da parte degli utenti.
- I dati personali - Il provvedimento stabilisce che i dati personali diversi dai dati sensibili e dai dati giudiziari possono essere diffusi attraverso i siti istituzionali e possono essere trattati in modo da consentirne l’indicizzazione e la tracciabilità con i motori di ricerca. Vengono quindi individuate le aree in cui, per ragioni di tutela della riservatezza, non è possibile accedere alle informazioni.
- Istituito il diritto di accesso Civico - Questa forma di accesso consente al cittadino di chiedere ed ottenere gratuitamente dalle pubbliche amministrazione gli atti, i documenti e le informazioni che non hanno provveduto a rendere pubbliche sui propri siti istituzionali.
Che cosa è il diritto di accesso?
È il potere/diritto degli interessati di richiedere, di prendere visione ed, eventualmente, ottenere copia dei documenti amministrativi. Come previsto dalla legge numero 241 del ‘90 “Per assicurare la trasparenza dell’attività amministrativa e di favorirne lo svolgimento imparziale è riconosciuto a chiunque vi abbia interesse diretto, concreto e attuale per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti il diritto di accesso ai documenti amministrativi’’.
- I documenti pubblicati devono essere integri, senza essere manipolati o abbreviati.
- L’obbligo per i siti istituzionali di dedicare una sezione chiamata “Amministrazione trasparente” contenente tutto ciò che stabilisce il provvedimento.
Secondo i dati del Progetto Magellano, la percentuale di aderenza del sito della Presidenza del Consiglio ai contenuti minimi è del 96,88. Per contenuti minimi si devono intendere quelle informazioni che le pubbliche amministrazioni devono necessariamente pubblicare sui propri siti web in base ad una serie di norme legge, tra cui, il Decreto legislativo 150 del 2009, il decreto Legislativo 235 del 2010, e che contribuiscono a caratterizzare e a rendere effettiva la trasparenza on-line delle PA.
Che cos’è Magellano?
Magellano è un sistema di gestione della conoscenza su piattaforma web appositamente pensato per la Pubblica Amministrazione, volto ad ottimizzare la condivisione e diffusione della conoscenza all’interno di una comunità di utenti. Navigando in “Magellano” ciascun utente potrà conoscere ciò che di più attuale esiste su un determinato argomento, sapere quali progetti sono stati realizzati e quali si stanno realizzando, e soprattutto condividere le esperienze delle amministrazioni che hanno ottenuto i migliori risultati. Ogni dipendente pubblico potrà fornire il suo personale contributo attraverso strumenti di comunicazione diversificata e lavorare alla realizzazione di progetti comuni, a prescindere dalla sua sede geografica o da vincoli temporali.
pagina pubblicata il 6 aprile 2012
ultimo aggiornamento 29 gennaio 2013