
Domanda: Perché è necessario riformare il sistema italiano di Difesa?
Oggi l’Italia ha nel complesso un sistema di Difesa sovradimensionato e sotto-capitalizzato.
I 190mila militari previsti dalla legge n. 331 del 2000 non sono più adeguati agli standard internazionali. Inoltre, i fondi a disposizione non sono spesi in maniera ottimale, poiché vanno per il 70% al personale e solo per il restante 30% a investimenti e capacità operative. La riforma dovrà quindi bilanciare meglio le risorse, portando al 50% le spese destinate al personale e suddividendo equamente il restante 50% tra investimento e addestramento. I principali interessati dalla riduzione dell’organico saranno gli alti gradi, attraverso l’utilizzo dei diversi strumenti già previsti dall’ordinamento giuslavoristico della Difesa. L’obiettivo è quello di arrivare a uno strumento militare composto da 140-150mila unità nel giro di pochi anni, rispetto ai 180mila effettivi attuali. La riduzione avverrà attraverso l’esodo verso altre amministrazioni e i prepensionamenti che riguarderanno soprattutto gli ultracinquantenni, in coerenza con le esigenze di una Difesa più giovane e operativa.
Pagina aggiornata il: 11/04/2012
|
|