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Domande e risposte: Imprese

Domanda: Quali misure ha adottato il Governo in favore delle piccole e medie imprese?

Risposta:Il sistema imprenditoriale italiano è caratterizzato, per la gran parte, dalla presenza di micro imprese. Gli ultimi dati disponibili, risalenti al 2009 e diffusi dall’Istat, censiscono poco più di 4,2 milioni di piccoli o piccolissimi imprenditori. Si tratta del 95% del totale delle imprese italiane, il vero e proprio motore della nostra economia. Proprio alla luce di ciò il Governo, già con i decreti “Salva Italia” e “Cresci Italia”, aveva varato una serie di misure volte a favorire l’attività delle piccole e medie imprese (pmi). Con il decreto per lo “Sviluppo sostenibile”, approvato il 22 giugno scorso, l’esecutivo è intervenuto nuovamente per potenziare le misure già approvate e introdurne di ulteriori.

Di seguito, in sintesi, i provvedimenti adottati fino a oggi.

Fondo di garanzia: una garanzia aggiuntiva per gli imprenditori
Il decreto “Salva Italia” rifinanzia il Fondo di garanzia per le pmi, istituito originariamente con la legge n. 662 del 1996. L’aumento previsto è di 400 milioni di euro annui per il 2012, 2013 e 2014. Oggi il numero di pmi che chiede di accedere al fondo è consistente. Le ultime rilevazioni, risalenti al 31 dicembre 2011, registrano 59.968 domande (+ 13,8% sul 2010). Di queste, 55.209 sono state ammesse alla garanzia (+ 10,3% sul 2010), per un totale di 8,4 miliardi di finanziamenti accolti ed un importo garantito di 4,4 miliardi. L’analisi relativa ai singoli comparti produttivi, invece, evidenzia che il 38,4% delle domande è riferito al settore del commercio, il 40,9% all’industria e il 20,8% ai servizi. Il decreto “Salva Italia” prevede la possibilità che la garanzia e la contro-garanzia siano concesse fino all’80% dell’ammontare delle operazioni finanziarie a favore delle pmi e dei consorzi ubicati sul territorio regionale. Se sussistono specifici obiettivi di sviluppo, l’importo massimo garantito è innalzato da 1,5 a 2,5 milioni di euro per ogni singola impresa. È inoltre previsto che possa essere concessa la garanzia a titolo oneroso, sia su singole operazioni che su portafogli di finanziamenti erogati a pmi. Il regolamento attuativo sarà adottato con decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze. Il Consiglio ha previsto inoltre l’introduzione di una serie di meccanismi per monitorare le modalità di accesso al credito per le imprese. La misura nasce dall’esigenza di rendere più semplice richiedere finanziamenti da parte delle pmi. Il decreto affida all’Osservatorio per l’erogazione del credito il compito di valutare la documentazione con cui le banche valutano le richieste di finanziamenti da parte delle imprese ma anche di aiutare le imprese nella richiesta di tali aiuti economici.

L’Aiuto alla Crescita Economica e le nuove forme di finanziamento
Per favorire la capitalizzazione delle imprese ed incentivare nuovi investimenti tramite la riduzione del costo del capitale, è stata introdotta dal decreto “Salva Italia” una misura di riduzione delle imposte sugli utili commisurata al rendimento del nuovo capitale immesso nell’impresa (cosiddetta ACE). L’introduzione dell’ACE determinerà una riduzione del carico fiscale sulle imprese incentivando il riequilibrio della loro struttura finanziaria. Lo stimolo alla crescita è potenziato da due ulteriori interventi di riduzione del carico tributario sulle imprese:

  • Da un lato si interviene sulle imposte sui redditi prevedendo l’integrale deducibilità dell’IRAP riferita al costo del lavoro;
  • dall’altro si interviene direttamente sull’IRAP incrementando, solo per i lavoratori a tempo indeterminato di età inferiore a 35 anni e per le lavoratrici, le deduzioni forfetarie previste a legislazione vigente che restano differenziate in base alla localizzazione dell’impresa. Con queste misure la riduzione della pressione fiscale sulle imprese consegue anche l’obiettivo di ridurre il costo del lavoro con effetti attesi positivi sulla domanda delle nostre imprese.

Con il decreto sullo “Sviluppo sostenibile” inoltre il governo ha introdotto altre norme che semplificano e aumentano per le pmi la possibilità di utilizzare nuovi strumenti di finanziamento dell’attività d’impresa. In particolare le imprese non quotate, medie e piccole (secondo la classificazione europea) avranno un maggiore accesso al mercato monetario e finanziario. In sostanza le pmi potranno d’ora in poi emettere strumenti di debito a breve termine (cambiali finanziarie) e a medio-lungo termine (obbligazioni e titoli similari, obbligazioni partecipative subordinate), eventualmente anche in forma “dematerializzata” in modo da favorirne la circolazione.
Per farlo dovranno essere in regola con tre requisiti:
1. essere assistiti nell’emissione dei titoli da parte di uno Sponsor che, a garanzia degli investitori, condivida con questi ultimi una parte del rischio. Lo Sponsor sarà infatti obbligato a mantenere nel proprio portafoglio, fino alla naturale scadenza, una quota dei titoli emessi proporzionale al loro valore;
2. avere l'ultimo bilancio assoggettato a revisione contabile da parte di un revisore contabile;
3. prevedere che le cambiali finanziarie e le obbligazioni siano emesse e sottoscritte a favore di investitori qualificati non soci. Le cambiali finanziarie potranno essere emesse con scadenza minima a un mese e massima a diciotto mesi; il decreto prevede inoltre per le imprese emittenti la deducibilità degli interessi pagati sui titoli emessi. Per evitare episodi di elusione fiscale, l’emittente ha l’obbligo di comunicare entro 30 giorni all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle emissioni di titoli. Vengono infine introdotte anche le “obbligazioni partecipative subordinate”, definite come le obbligazioni e di durata non inferiore a sessanta mesi, che prevedono la partecipazione dei sottoscrittori agli utili d’impresa.

Nuove imprese: arrivano le Srl semplificate e a capitale ridotto
1. Società a responsabilità limitata semplificata: creare un’impresa con un euro di capitale sociale
Il decreto “Cresci Italia” prevede la possibilità per i giovani che non abbiano ancora compiuto 35 anni d’età di costituire una società a responsabilità limitata anche con un solo euro di capitale sociale. L’atto costitutivo e l’iscrizione nel registro delle imprese sono esenti da diritto di bollo e di segreteria, nonché da onorari notarili.
2. Società a responsabilità limitata a capitale ridotto
L'Italia occupa il 73° posto della classifica “Doing Business per la facilità di fare impresa e il 77° posto a causa dei maggiori costi previsti per l’avvio di un’impresa. Proprio per eliminare questo importante ostacolo, il governo con il decreto sullo “Sviluppo sostenibile” ha introdotto una nuova forma di Società a responsabilità limitata, la Srl a capitale ridotto. Come la Srl semplificata anche quella a capitale ridotto potrà essere costituita con contratto o atto unilaterale, ma la sua costituzione sarà riservata ai maggiori di 35 anni. L'atto costitutivo dovrà essere redatto per atto pubblico e potrà eventualmente prevedere che l’amministrazione della società sia affidata a una o più persone fisiche anche diverse dai soci.

Banca dati nazionale dei contratti pubblici: un taglio alla burocrazia
La normativa attualmente in vigore in materia di appalti obbliga le imprese, comprese quelle piccole e medie, a produrre un numero consistente di documenti e certificazioni. Con il decreto “Semplifica Italia” le procedure di partecipazione alle gare di appalto sono state snellite in modo sensibile. Le imprese pubbliche dovranno presentare la documentazione una sola volta, aggiornandola soltanto in caso di variazioni. Tutti i requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario verranno immessi nella Banca dati Nazionale dei contratti pubblici, operativa dal primo gennaio 2013. Dalle novità si attendono due vantaggi. Il primo è di ordine economico. Le amministrazioni potranno consultare e controllare online il fascicolo di ciascuna azienda. Il risparmio stimato è di 1,3 miliardi l’anno. Il secondo vantaggio è di natura amministrativa. Con la nuova banca dati si accresce l’efficacia e la trasparenza dell’azione amministrativa. Sempre in tema di partecipazioni a gare di appalto e concessioni, il Decreto Fiscale introduce un’importante novità non solo per i cittadini ma anche per le imprese. L’imprenditore che aveva rateizzato il suo debito tributario prima di tale intervento non poteva partecipare ai bandi di gara di appalti o concessioni perché considerato inadempiente. La nuova norma corregge tale situazione: l’imprenditore potrà infatti partecipare alle gare perché in realtà è adempiente anche se il pagamento del tributo avverrà a rate. Saranno gli uffici finanziari, dopo aver rilasciato le necessarie certificazioni, a specificare l’effettiva situazione in cui versa il contribuente.

Aiuti de minimis in favore delle piccole e micro imprese abruzzesi
Il decreto “Cresci Italia” ha disposto che il Fondo per le zone franche urbane possa essere usato anche per gli aiuti de minimis (aiuti di importo inferiore ai 200 mila euro che non richiedono procedure di notifica alla Commissione Europea) in favore delle piccole e micro imprese localizzate nelle aree colpite dagli eventi sismici in Abruzzo nel mese di aprile 2009.

Imprese, avvio del recupero del ritardo sui pagamenti da parte della PA
Il decreto “Cresci Italia” prevede che i crediti maturati dai fornitori della pubblica amministrazione fino al 31 dicembre 2011 possano essere estinti anche mediante assegnazione di titoli di Stato. A tal fine, sono stati stanziati 4,7 miliardi di euro (2,7 dei quali per cassa) più un ulteriore miliardo per i consumi intermedi. Un decreto del Ministero dell’economia e delle finanze stabilirà le modalità attuative, specificando quali titoli potranno andare in assegnazione e con quali procedure.

Garante per le micro, piccole e medie imprese
La legge 11 novembre 2011, n. 180 (Statuto delle imprese) ha istituito, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, la figura del Garante per le micro, piccole e medie imprese (Mpmi), assegnandogli funzioni di:

  • monitoraggio dell’attuazione dello Small Business Act nell’ordinamento nazionale;
  • valutazione dell’impatto della regolamentazione sulle Mpmi in via sia preventiva che successiva;
  • elaborazione di proposte per lo sviluppo delle Mpmi;
  • segnalazione alle istituzioni interessate delle iniziative legislative e regolamentari, o provvedimenti amministrativi, che possano determinare oneri finanziari o amministrativi rilevanti a carico delle Mpmi;
  • predisposizione, entro il 28 febbraio di ogni anno, di una relazione al Presidente del Consiglio dei Ministri sull’attività, contenente un’analisi preventiva e una valutazione successiva dell’impatto delle politiche pubbliche sulle Mpmi, nonché la proposta di misure per favorire la competitività di queste ultime;

Presso il Garante è, inoltre, istituito il tavolo di consultazione permanente delle associazioni maggiormente rappresentative delle Mpmi, per la presentazione di proposte e la segnalazione di istanze e criticità.

Sistri
Con il decreto sullo “Sviluppo sostenibile” viene prorogato al 30 giugno 2013 il termine per l’entrata in vigore del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI). In questo modo si allunga la fase di verifica del funzionamento del sistema, anche in vista dell’utilizzo delle modalità semplificate previste dal decreto legge n.138/2011 (cosiddetta “Manovra bis”, adottata dal governo Berlusconi) in collaborazione con le associazioni di categoria maggiormente rappresentative. Rimane tuttavia in vigore la disciplina di controllo preesistente.

Pagina aggiornata il: 19 novembre 2012

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