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Domanda: Cos’è e come funziona l’Agenda per la Crescita sostenibile?

Il Consiglio dei Ministri del 15 giugno ha approvato un ventaglio di misure urgenti e strutturali che realizzano una parte importante dell’Agenda per la Crescita sostenibile.

Cos’è l’Agenda per la crescita sostenibile?
La realizzazione della Crescita sostenibile è un processo di lungo periodo poiché caratterizzato da una limitata disponibilità di risorse pubbliche.  L’Agenda per la Crescita comprende i principali aspetti che animano: 1) Il dinamismo dell’economia incentrato su liberalizzazioni, rafforzamento della concorrenza, normative a favore di un mercato del lavoro più dinamico, della mobilità sociale e della cultura del merito. 2) La competitività di sistema con particolare attenzione alle infrastrutture. Saranno analizzati programmi specifici per i settori dell’Istruzione e della Giustizia e per i sistemi decisionali istituzionale e amministrativi. 3) La competitività delle imprese essendo il principale fattore di crescita e di occupazione che dipende dalle politiche sull’innovazione e l’internazionalizzazione, dal sistema fiscale, dalle politiche energetiche, dal funzionamento della Pubblica Amministrazione e del mercato del credito.

Il provvedimento punta ad attivare le leve necessarie per stimolare la competitività, la ripresa della domanda di beni e servizi e lo stimolo al dinamismo imprenditoriale. A tal fine stabilisce le finalità per diretti a favorire la crescita sostenibile, la creazione di nuova occupazione di qualità, in conformità alle contestuali esigenze di rigore nella finanza pubblica. Le azioni avviate riguardano il riordino, la razionalizzazione e la riprogrammazione degli strumenti nazionali esistenti per incentivare le attività imprenditoriali. Attraverso queste azioni si intende recuperare risorse e concentrare la politica industriale su nuovi ambiti di intervento rilanciando la competitività del Paese.
In particolare, il DL Sviluppo istituisce il “Fondo per la crescita sostenibile”, con l’obiettivo di finanziare programmi e interventi per la competitività e il sostegno dell’apparato produttivo. Di fatto il nuovo Fondo sostituisce il Fondo per l’Innovazione Tecnologica (FIT), ed è destinato al finanziamento di programmi e interventi con un impatto significativo in ambito nazionale, con particolare riguardo alle seguenti finalità: 

  1. la promozione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione di rilevanza strategica per il rilancio della competitività del sistema produttivo;
  2. il rafforzamento della struttura produttiva, in particolare del Mezzogiorno, il riutilizzo di impianti produttivi e il rilancio di aree che versano in situazioni di crisi;
  3. la promozione della presenza internazionale delle imprese e l’attrazione di investimenti dall’estero.

Per ogni obiettivo nell’ambito del nuovo Fondo sarà istituita un’apposita sezione dedicata, mentre con successivi decreti ministeriali saranno individuate le priorità, le forme e gli importi, a loro volta oggetto di appositi bandi per la  concessione delle agevolazioni.
Secondo le stime, effettuate dai tecnici del Ministero dello Sviluppo, la dotazione finanziaria dovrebbe essere di circa 650 milioni nel 2012 e di 200 negli anni successivi. A questi si aggiungeranno 1,2 miliardi circa provenienti dal “Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca”, istituito presso la Cassa Depositi e Prestiti.

 

Pagina pubblicata il 19 luglio 2012

 

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