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Domande e risposte: Imprese

Domanda: Che cos’è una startup e quali requisiti deve possedere per essere definita tale?

Risposta: Con il decreto “Crescita 2.0” il Governo compie un ulteriore passo in avanti per far sì che l’Italia diventi un Paese ospitale per la nascita e la crescita delle startup innovative. Per raggiungere questo obiettivo si prevedono delle semplificazioni burocratiche e dei meccanismi a tutela della trasparenza per la fase di costituzione delle startup, si facilita la raccolta di capitali per finanziarne i primi passi , se ne incentiva la crescita offrendo luoghi migliori e più diffusi sul territorio, dove poter “incubare” il proprio progetto d’impresa e si rende più agevole l’exit (cioè la quotazioni in borsa, la cessione aziendale o il riacquisto delle quote da parte dei soci fondatori) o, alternativamente, meno onerosi la liquidazione e il fallimento.
L’impegno del Governo su questo fronte risponde a un’esigenza avvertita anche in sede europea. Il 10 luglio 2012 il Consiglio dei Ministri dell’Unione europea ha adottato le raccomandazioni rivolte all’Italia per il periodo 2012–2013. Tra queste, una in particolare affronta il tema della disoccupazione giovanile, incoraggiando l’Italia ad adottare misure atte ad incentivare l’avvio di nuove startup innovative.

Il Programma Nazionale di Riforma 2012 (PNR) rappresenta la componente principale del "Semestre europeo", il ciclo annuale dedicato al coordinamento delle politiche economiche e di bilancio, e costituisce un momento chiave nel coordinamento tra le politiche dell'Unione e le politiche nazionali.
Il PNR serve a fare il punto sulle riforme messe in campo dopo le raccomandazioni adottate dall'Unione Europea per l'anno precedente, illustrando la portata degli interventi in atto, la loro coerenza con gli orientamenti dell'Unione Europea e il loro impatto atteso. Inoltre, il PNR presenta una agenda di interventi previsti per i mesi successivi con cui si definisce il percorso attraverso il quale l'Italia intende conseguire gli obiettivi definiti a livello europeo.

Il Decreto “Crescita 2.0” stabilisce i requisiti necessari affinché un’impresa possa qualificarsi come startup innovativa: deve trattarsi di una società di capitali (costituita anche in forma cooperativa) di diritto italiano ovvero una Società Europea residente in Italia, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non siano quotate.

La Società Europea (SE) è una forma di società che può essere costituita sul territorio dell'Unione europea, e che funziona sulla base di un regime di costituzione e di gestione unico, anziché sottoposto a normative statali differenti. Le società europee sono regolate dal regolamento europeo No 2157/2001 del 8 ottobre 2001.

Nello specifico, l’impresa descritta deve rispondere a 7 requisiti:

  1. la maggioranza delle quote o azioni rappresentative del capitale sociale e dei diritti di voto nell’Assemblea sono detenute da persone fisiche;
  2. è attiva da non più di 48 mesi dall’entrata in vigore del decreto “Crescita 2.0”;
  3. ha sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
  4. a partire dal secondo anno di attività, il totale del valore della produzione annua, come risulta dall’ultimo bilancio, non è superiore a 5 milioni di euro;
  5. non distribuisce e non ha distribuito utili;
  6. ha quale oggetto sociale lo sviluppo di prodotti o servizi innovativi, ad alto valore tecnologico;
  7. non è state costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda;

 

Si prevede poi un ulteriore criterio mirante ad assicurare il carattere innovativo della startup innovativa. L’azienda innovativa deve infatti possedere almeno uno dei tre indicatori elencati qui di seguito:

  • il primo indicatore fa riferimento ad una percentuale pari al 30% o superiore di spese in R&S sul bilancio complessivo della startup (escluse le spese per l’acquisto di immobili);
  • il secondo indicatore prevede che un terzo della forza lavoro sia altamente qualificata, sia cioè in possesso di un titolo di dottorato di ricerca o stia svolgendo un dottorato di ricerca in un università italiana o straniera, o ancora sia in possesso di laurea e che abbia svolto almeno tre anni di attività di ricerca;
  • Il terzo indicatore si riferisce alla titolarità di  almeno una privativa industriale pertinente all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.

Privativa industriale - Sono i diritti di utilizzazione esclusiva delle creazioni intellettuali. In particolare, il nostro ordinamento tutela e disciplina l'uso delle creazioni intellettuali attraverso il riconoscimento del diritto di autore [Autore (Diritto di)] e la disciplina dei brevetti di invenzione industriale.

Le società già costituite alla data di entrata in vigore del decreto Crescita 2.0 e in possesso dei requisiti necessari hanno sessanta giorni di tempo per depositare presso il registro delle imprese una dichiarazione di conformità sottoscritta dal rappresentante legale della startup (si noti che le agevolazioni previste dal decreto trovano applicazione per un periodo di quattro anni).

            Registro delle imprese - Tutte le imprese italiane sono tenute all'iscrizione al registro delle imprese, che costituisce la fonte primaria di certificazione dei loro dati costitutivi. Chi svolge in Italia un’attività economica sotto forma di impresa deve iscriversi al registro delle imprese tenuto dalle camere di commercio italiane (una per ogni provincia).

Cosa si intende per Startup a vocazione sociale ?

Una definizione specifica riguarda le startup a vocazione sociale, intese come aziende innovative caratterizzate da una chiara vocazione sociale. Dal momento che questo tipo di azienda è meno attraente sul mercato (perché ha un tasso di ritorno sugli investimenti più basso) potrà usufruire di ulteriori misure di sostegno mirate a favorirne la nascita.
In aggiunta ai requisiti necessari per individuare una startup, questa tipologia di azienda a orientamento sociale deve operare in via esclusiva nei settori di utilità sociale (che sono indicati dal decreto legge 155 del 2006 sulla “Disciplina dell’impresa sociale”).
I settori indicati dal decreto riguardano 11 ambiti di applicazione:

  1. assistenza sociale;
  2. assistenza sanitaria;
  3. assistenza socio-sanitaria;
  4. educazione, istruzione e formazione;
  5. tutela dell'ambiente e dell'ecosistema;
  6. valorizzazione del patrimonio culturale;
  7. turismo sociale;
  8. formazione universitaria e post-universitaria;
  9. ricerca ed erogazione di servizi culturali;
  10. formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica ed al successo scolastico e formativo;
  11. servizi strumentali alle imprese sociali, resi da enti composti in misura superiore al settanta per cento da organizzazioni che esercitano un'impresa sociale.

Cosa si intende per Incubatore certificato?

            Per incubatore certificato si intende una Società Europearesidente in Italia che offre servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di startup. Per essere definito tale deve possedere i seguenti requisiti:

  1. dispone di strutture, anche immobiliari, adeguate ad accogliere startup, ad esempio spazi riservati per poter installare attrezzature di prova, test, verifica o ricerca;
  2. dispone di attrezzature adeguate all’attività delle startup, come sistemi di accesso alla rete internet, sale riunioni, macchinari per test, prove o prototipi;
  3. è amministrato o diretto da persone di riconosciuta competenza in materia di impresa e innovazione e ha a disposizione una struttura tecnica e di consulenza manageriale permanente;
  4. ha regolari rapporti di collaborazione con università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e partner finanziari che svolgono attività e progetti collegati a startup ;
  5. ha adeguata e comprovata esperienza nell’attività di sostegno a startup, la cui sussistenza.

 

L’incubatore d’impresa è tenuto ad autocertificare il possesso dei primi quattro requisiti attraverso una dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale al momento dell’iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese. Il Ministero dello Sviluppo Economico, tramite decreto, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto Crescita,  indica i valori minimi stabiliti per possedere tali requisiti.
Per quanto riguarda il 5° requisito il medesimo decreto indica i valori minimi in riferimento a determinati parametri, tra cui il numero di startup avviate e ospitate, il numero di startup uscite durante l’anno e il numero complessivo di collaboratori e personale ospitato.

Per quanto riguarda l’iscrizione alla sezione speciale del registro delle imprese, sia per le startup che per gli incubatori, è stata creata una directory pubblica online (costituita presso le camere di commercio) che preveda la condivisione, in assoluta trasparenza, dei dati interni, tra cui la situazione anagrafica , le sue attività, i soci fondatori  e altri collaboratori e la contabilità.


Pagina pubblicata il: 29 ottobre 2012