8 Maggio 2013
A giugno l’Etna sarà proclamato patrimonio dell’Unesco, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura. Sarà il quarto patrimonio mondiale italiano iscritto per criteri naturali, dopo le isole Eolie, il monte S. Giorgio e le Dolomiti che lo sono già.
La cerimonia si svolgerà a Phnom Penh, in Cambogia, in occasione della trentasettesima sessione del Comitato del patrimonio mondiale.
“E’ un traguardo significativo per l’Italia” ha commentato il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. “Il riconoscimento Unesco, come è già avvenuto recentemente con le Dolomiti, è un’opportunità per il nostro Paese per coniugare la tutela dell’ambiente con la valorizzazione del territorio, investendo così nello sviluppo sostenibile, la strada che dobbiamo percorrere”.
L’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) - l’agenzia incaricata di esaminare le proposte di iscrizione alla World heritage list - ha riconosciuto l’importanza scientifica ed educativa, l’eccezionale attività eruttiva nonché l’ultra-millenaria notorietà del vulcano, icona del Mediterraneo. L’Iucn ha valutato l’Etna un esempio particolarmente significativo delle grandi ere della storia della terra e dei processi geologici in corso.
La lista del patrimonio mondiale include 936 siti che formano parte del patrimonio culturale e naturale. La Commissione per il Patrimonio Mondiale considera che tali siti abbiano un valore universale. L’UNESCO ha finora riconosciuto un totale di 936 siti (725 beni culturali, 183 naturali e 28 misti) presenti in 153 Paesi del mondo.
Attualmente l'Italia è la nazione che detiene il maggior numero di siti, ben 47, inclusi nella lista dei patrimoni dell'umanità.
Fonte: Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare
Per saperne di più