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Consiglio dei Ministri n.81 del 4/02/2010

4 Febbraio 2010

"Con queste riforme dal prossimo anno scolastico avremo delle scuole che possono essere comparate a quelle degli altri Paesi". Lo ha affermato il presidente Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa, a Palazzo Chigi, con il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, al termine del Consiglio dei Ministri che ha dato il via libera alla riforma della scuola superiore. Tale riforma si è resa necessaria, ha spiegato il presidente, in quanto la scuola attuale non prepara i ragazzi con conoscenze adeguate alle richieste del mondo del lavoro.

La riforma, ha tenuto a sottolineare il ministro Gelmini, non ha un’impronta ideologica: per quanto riguarda la riforma dei licei, è stata messa a punto utilizzando, con numerosi emendamenti, ma conservandone l’impianto, la riforma messa a punto a suo tempo dal ministro Moratti; mentre per la riforma degli istituti tecnici e professionali è stato mantenuto quanto realizzato dal precedente Governo.

Per quanto riguarda la riforma dei licei si è cercato di coniugare la tradizione con l’innovazione, in quanto quello dei “licei è un sistema che funziona e che molti Paesi europei ci invidiano. Non a caso abbiamo voluto mantenere la denominazione di Ginnasio”, ha detto il Ministro, ad indicare il biennio del Liceo Classico; contemporaneamente sono stati introdotti degli elementi innovativi, tra i quali il potenziamento delle lingue straniere con la presenza obbligatoria dell’insegnamento di una lingua straniera nei cinque anni ed eventualmente di una seconda lingua straniera, ma soprattutto con l’introduzione dell’insegnamento, nel quinto anno, di una disciplina non linguistica in lingua straniera. Il sistema dei licei si arricchisce inoltre di due nuovi indirizzi: il liceo musicale, per valorizzare la tradizione musicale del nostro Paese, realizzato in collaborazione con i Conservatori, e il liceo delle scienze umane, che in parte sostituisce l’istituto magistrale.

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