30 Luglio 2010
Si è tenuta, questa mattina, a Palazzo Chigi, la riunione del Comitato interministeriale per la programmazione economica. Su proposta del Ministro per i rapporti con le Regioni e per la Coesione Territoriale, il Cipe ha esaminato gli esiti della preliminare ricognizione, svolta dal Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, sullo stato di attuazione dei programmi relativi al Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS) e sulle risorse liberate nell’ambito dei programmi comunitari dell’Obiettivo 1 (programmazione 2000–2006).
La delibera approvata oggi “ci consegna un quadro preoccupante” ha annunciato il ministro Fitto, in conferenza stampa insieme al ministro Tremonti. Dai dati è emerso che le risorse Fas 2000-2006 hanno, "per quanto concerne la quota di disponibilità regionale, un utilizzo pari al 43%. Vi sono risorse non programmate e non spese pari a circa 1,5 miliardi e una parte consistente è ancora in fase inferiore al 10% spesa".
Per quanto riguarda le risorse europee, "su circa 10 miliardi di euro una buona metà non risulta impegnata e per l'altra metà sono in corso verifiche di merito che saranno completate nei prossimi mesi".
L'obiettivo dunque, ha spiegato il Ministro, "è completare la verifica nei prossimi mesi e poi intervenire sui meccanismi che hanno prodotto questi risultati non positivi e indicare un strategia che possa risolvere a monte le questioni".
In generale, a fronte di 19 miliardi di euro di risorse attribuite tra il 2000 e il 2006, ve ne sono circa 15 che potrebbero essere oggetto di riprogrammazione e verifica. Chiusa questa fase ricognitiva, durante la fase successiva verrà avviato un programma di interventi per concertare l'uso delle risorse, renderle efficaci, e intervenire sulla modalità e tempistica dell'utilizzo.
"Oggi siamo nel pieno di una nuova programmazione comunitaria, quella 2007-2013", ha concluso il Ministro, "e i dati sono fortemente preoccupanti: l'obiettivo è riprogrammare complessivamente l’utilizzo delle risorse cercando di modificare sostanzialmente le modalità di spesa e cercando di indicare, soprattutto nel Mezzogiorno, interventi strategici che possano incidere concretamente rispetto alle scelte che devono essere portate avanti", per giungere a quel piano per il Sud basato su tempi sicuri, interventi certi e risorse concentrate su interventi strategici.
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