Negli ultimi mesi il Governo ha seguito con attenzione tutti gli sviluppi del caso ILVA: inizialmente, a luglio, con la firma di un protocollo di intesa e lo stanziamento di 336 milioni di euro per favorire il superamento della cause che avevano portato nei giorni precedenti al sequestro di una parte degli impianti.
Il 5 settembre, a seguito della riunione organizzata dal Governo a Taranto del 17 agosto, il Consiglio dei Ministri ha concordato una strategia condivisa con le amministrazioni territoriali, con una finalità importante: assicurare l’equilibrio tra la continuità produttiva, la sostenibilità ambientale, e la tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini. Una strategia che mira anche a evitare un impatto negativo sull’economia stimato di 8 miliardi di euro annui.
Segue la stessa linea il rilascio da parte del Ministro dell’Ambiente dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) che anticipa le prescrizioni e gli obiettivi fissati dall’Unione europea, che entreranno in vigore nel 2016. L’AIA prevede che le procedure e i tempi del risanamento non interferiscano con l’esercizio ordinario dell’attività industriale. Il 15 novembre è stato approvato il piano di interventi che stanzia le risorse necessarie, stimate in circa 3 miliardi di euro, per il risanamento ambientale dell’azienda e quello della città di Taranto. Il piano ha definito un cronoprogramma, dal 2012 al 2014, con le priorità degli interventi.
Al termine della riunione il Governo ha annunciato l’esame da parte del Consiglio dei Ministri di domani di un decreto legge che recepisca le esigenze manifestate dalle parti sociali e dalle amministrazioni territoriali durante l’incontro. Decreto che consenta il rafforzamento delle garanzie di realizzazione dei principi dell’AIA e la terzietà del meccanismo di controllo. Inoltre verrà costituito un apposito Osservatorio e si sta studiando un modo specifico un “progetto di salute per Taranto” che preveda il proseguimento dell’attività di sorveglianza epidemiologica soprattutto in età pediatrica.