Per ripartire, si potrebbe cominciare da qui. Da un investimento straordinario in capitale umano al quale concorrano tutte le forze del Paese e soprattutto le imprese. Perché se lo Stato da solo non può risolvere ogni problema, ciò non significa che non possano riuscirci gli italiani – soprattutto quelli più giovani – se sapremo affrontare uniti i problemi che abbiamo di fronte.
Avete ragione quando affermate che bisogna fare di più e meglio.
Sono il primo a dire che non basta enunciare per voi la speranza: occorre organizzarla; stimolare una creatività più fresca, una fantasia più liberante, la gioia turbinosa dell'iniziativa. Dobbiamo convincerci che per crescere occorre spalancare la finestra del futuro: progettando insieme, osando insieme, cambiando insieme.
Il mio governo ha fatto proprio della questione giovanile una priorità e sono sicuro che chiunque verrà dopo di noi dovrà impegnarsi per rendere più efficiente e moderno il sistema scolastico, le università, insieme a favorire l’accesso al mercato del lavoro.
Sono convinto che se ciò non verrà fatto, se non vi aprissimo nuove possibilità di occupazione, nuove opportunità di affermazione sociale, la partita del futuro è persa non solo per voi, ma per tutti.
Immaginare il futuro e renderlo possibile è la prerogativa indispensabile per ciascuno di noi. Per dare un senso al nostro percorso e per mordere il mondo con lo sguardo di chi sa vedere lontano.
I miei più sinceri auguri.