Il testo definitivo approvato in Parlamento conferma tutte le priorità del disegno originario: le imprese, le professioni, i cittadini. Quanto alle imprese, pone gli strumenti per liberalizzare interi settori della vita economica e ridurre gli oneri amministrativi che gravano sulle iniziative imprenditoriali. Sottraendo le imprese alla “burocrazia” – quella nociva, fatta di adempimenti, certificazioni, nulla osta e procedure – la legge agevola il lavoro quotidiano degli imprenditori, dando loro l’opportunità di concentrare gli sforzi sul lavoro quotidiano, anziché sugli adempimenti formali. Riducendo all’essenziale le incombenze burocratiche si dà alla piccola e media imprenditoria l’opportunità di muoversi su un ritmo diverso: da adagio ad andante. È in questa direzione che muovono le misure tese ad accelerare il pagamento dei debiti delle amministrazioni statali verso le imprese. Grazie alla nuova legge, infatti, le pubbliche amministrazioni avranno la facoltà di comporre bonariamente con i propri creditori le ragioni di credito e debito. Potranno farlo attraverso istituti specifici: la compensazione, la cessione di credito e le transizioni condizionate alla rinuncia a interessi e rivalutazione monetaria.
Grazie agli interventi del Parlamento è stata inoltre introdotta la possibilità di attribuire un rating di legalità alle imprese, al fine di diffondere le buone prassi tra gli imprenditori. Un buon rating di legalità consentirà agli imprenditori di avere linee facilitate di accesso al credito e di partecipare prioritariamente al concorso di fondi pubblici per lo sviluppo delle imprese.
La legge interviene anche sulle professioni regolamentare per eliminare le restrizioni al corretto funzionamento della concorrenza. Il Parlamento ha ritenuto opportuno stabilire un’apposita disciplina transitoria che renderà immediatamente operativa l’abolizione definitiva di tutte le tariffe professionali.