Se tutti lavoreremo insieme, così come fecero i nostri padri dopo le macerie della seconda guerra mondiale, potremmo consegnare ai nostri figli un’Italia migliore, più dinamica, più giusta. E’ questa l’Italia per cui lavoriamo.
E si tratta in fondo di rigenerare un esperienza di liberazione meno drammatica certo di quella che oggi ricordiamo ma un'esperienza di liberazione da alcuni modi di pensare, modi di vivere, ai quali ci eravamo troppo abituati e che impedivano però al Paese di proiettarsi nel futuro, di guardare ai propri giovani.
Qui abbiamo visto, sui muri di questo museo, nelle fotografie, l'esperienza drammatica di giovani che hanno contribuito con la loro sofferenza, con la loro iniziativa, con la loro morte, alla liberazione dell'Italia.
Oggi ciò che viene richiesto a ciascuno di noi è meno grave, è meno drammatico, ma richiede la stessa intensità complessiva e corale di impegno e sono sicuro che tutti insieme riusciremo a produrre questo grande sforzo.