La trasformazione democratica ed il cambiamento dei movimenti politici che ha avuto luogo nel Medio Oriente e nel Nord Africa dove ha prevalso la Primavera Araba in conseguenza alle giuste e legittime aspettative dei popoli sono stati analizzati in modo dettagliato. Le parti hanno espresso le loro preoccupazioni riguardo allo stallo del processo di pace nel Medio Oriente riaffermando l’importanza fondamentale di trovare una soluzione giusta, comprensiva e durevole.
I due governi, esaminando gli sviluppi in Siria con profonda preoccupazione a causa del perdurare delle violenze, hanno espresso il loro completo sostegno agli sforzi del Rappresentante Speciale della Lega Araba delle Nazioni Unite Kofi Annan e hanno esortato il regime siriano ad attuare completamente, immediatamente e senza ulteriori tergiversazioni, tutte le misure indicate nelle risoluzioni 2042 e 2043 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite le quali sono state adottate in vista dell’applicazione in ogni suo aspetto del piano in sei punti che Annan ha promosso al fine di trovare una soluzione alla crisi del Paese. Essi hanno inoltre insistito sulla necessità di assicurare senza ulteriore indugio il ritiro dai centri abitati ed il rientro nelle caserme delle forze armate, di garantire libertà di espressione e di assemblea e il libero accesso nel Paese agli aiuti umanitari. È stata sottolineata l’importanza di aprire la strada ad un processo di vera e completa trasformazione politica verso la democrazia, coerente con le legittime aspirazioni del popolo siriano.
Sottolineando l’importanza di uno stabile e prospero Mediterraneo orientale per l’Europa, le parti hanno concordato sull’importanza di pervenire quanto prima ad una soluzione equa e complessiva della questione di Cipro basata sui negoziati diretti, con i buoni uffici delle Nazioni Unite. Durante i colloqui è emersa una coincidenza di vedute sull’importanza della stabilità del Medio Oriente, dei Balcani, del Caucaso e dell’Asia Centrale. Le parti hanno anche valutato gli apporti dei due Paesi tramite la partecipazione congiunta alle operazioni di pace in Afghanistan, nei Balcani e in Libano.