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Peluffo a Bligny onora i soldati caduti I° Guerra Mondiale

12 Novembre 2012

Peluffo a Bligny onora i soldati italiani caduti nella I Guerra Mondiale

Era la notte del 14 luglio 1918, anniversario della presa della Bastiglia, quando la Germania sferrò l’offensiva più violenta della Prima guerra mondiale contro la Francia per provare a rompere il fronte francese schierando tutta la potenza della sua artiglieria. Il sanguinoso scontro passato alla storia come la Battaglia di Bligny, dal nome della collina che delimita la valle della Champagne-Ardenne, “fu un massacro”, come raccontò il volontario, sottotenente degli Arditi, Curzio Malaparte che successivamente scriverà: “Nulla potrà mai superare quel bombardamento”. Eppure i 26 mila uomini del II Corpo d’Armata italiano resistettero. Sei mila di loro rimasero sul campo, in quel luglio 1918, nella II battaglia della Marna.

A questi uomini, da anni dimenticati in terra di Francia, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Paolo Peluffo ha reso onore e omaggio oggi, 12 novembre, visitando prima il cimitero militare italiano di Bligny, poi onorando anche la memoria dei soldati degli altri Paesi alleati che combatterono fianco a fianco nelle trincee e sui campi di battaglia ha visitato quello francese, tedesco e inglese.

La visita del Sottosegretario Peluffo al Cimitero militare italiano di Bligny segue la cerimonia di domenica 11 novembre all’Arco di Trionfo con il Presidente francese Hollande, che ricorda l'Armistizio che sancì la fine della Grande guerra e dedicata ai caduti della I guerra mondiale e di tutte le guerre. La visita al Cimitero italiano di Bligny è una delle prime iniziative del programma per la commemorazione del Centenario della I guerra mondiale, previste nel progetto che il Governo italiano ha appena presentato agli altri Paesi, europei e non, coinvolti nel conflitto.

Quattro giorni dopo quel 14 luglio 1918, i tedeschi si arresero alla controffensiva francese che ebbe successo proprio grazie all’eroica resistenza del contingente italiano, guidato dal generale Albricci. Che già aveva respinto l’assalto germanico un mese prima, il 24 giugno, con la Brigata “Alpi” proprio sulla Montagna di Bligny.

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