La circolare del Governo sui limiti alla attività dallo scioglimento delle Camere in poi, rispettosa della prassi costituzionale, fa riferimento allo stato avanzato e meno dei procedimenti. E’ tuttavia evidente che la fine anticipata, sia pure di pochi mesi, della legislatura, non aiuta tale attività di completamento e attuazione. Tali fasi e i loro tempi non possono essere in alcun modo violati, se non a rischio di legittimità dei provvedimenti e di rispetto del sistema istituzionale.
In molti casi poi, l’attuazione può non essere dovuta: perché mancano i presupposti, oppure perché i tempi di adempimento sono lunghi e scadono nel 2013 o anche dopo, perché sono venuti meno i presupposti, perché si tratta di adempimenti assorbiti da altri, o perché rientra nella discrezionalità dell’amministrazione l’emanazione di tali atti.
L’attività di pochi mesi del Governo, anche per l’attività attuativa, dimostra che il possibile è stato fatto e che ancora molto si può fare nei restanti mesi.
Per quanto riguarda sia gli atti approvati dal Consiglio dei Ministri che i decreti ministeriali, interministeriali o presidenziali, con riguardo alla esigenza dei tagli, si segnala la riduzione delle dotazioni organiche delle Forze Armate, la trasformazione in soggetti di diritto privato di enti vigilati dal Ministero della Difesa, il riordino delle scuole militari.
In tema di spending sono stati adottati dal Governo, sin da subito, i decreti relativi alla riduzione dei compensi di amministratori di società e enti pubblici e di trattamenti economici.
In materia di semplificazione, è in dirittura d’arrivo l’attesa autorizzazione unica ambientale, mentre l’autorizzazione paesaggistica per interventi di lieve entità è stata approvata in via preliminare dal Consiglio dei Ministri nel mese di dicembre, dopo approfonditi lavori di una apposita commissione di studio ministeriale.