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Camera dei Deputati: intervento del Presidente del Consiglio sulla manovra

5 Dicembre 2011

Il Governo è consapevole di aver ricevuto, dal Capo dello Stato e dalla fiducia del Parlamento, un mandato limitato nel tempo per far fronte a una situazione estremamente grave. Ritiene, pertanto, di dovere intervenire con urgenza e determinazione. Al tempo stesso, il Governo è convinto che, al fine di affrontare un’emergenza finanziaria che ha portata europea e internazionale e che mette a rischio il benessere conquistato in sessant’anni, attraverso gli sforzi e i sacrifici compiuti da quattro generazioni di italiani, sia necessario operare impegnando tutte le energie per disegnare una strategia organica di riforma strutturale di tutti i punti che frenano il nostro futuro.

Gli interventi, anche dolorosi, deliberati e trasmessi alla valutazione del Parlamento – deliberati nel Consiglio dei Ministri tenutosi ieri – contengono in sé i semi di un’azione che mira a disegnare l’Italia dei nostri figli, un’Italia seria, europea, saldamente ancorata ai valori del lavoro e del risparmio ma, finalmente, capace di esprimere una crescita duratura.

Questo è uno di quei momenti storici nei quali il dovere di tutti è di essere fedeli all’Italia e di pensare, in ogni istante e in ogni comportamento, alla salvezza di questa grande nazione che attraversa un momento molto critico. Sappiamo bene quanto siano acuti i sacrifici che il Governo chiede, oggi, a tutti i gruppi sociali e a tutte le componenti del Paese. Dobbiamo sapere tutti che non fare questi sacrifici significherebbe farne di ben più gravi, tra poche settimane e forse tra pochi giorni, e mettere a rischio la ricchezza e il benessere accumulati. Inoltre, la stabilizzazione della nostra economia e del nostro sistema finanziario e produttivo rappresenta un contributo decisivo al superamento di una crisi europea che ha più volte, in questi mesi, sfiorato la natura di crisi sistemica.

È bene, dunque, avere presente anche questo: al di fuori dell’euro e della casa comune costruita nell’Unione europea ci sono il baratro della povertà e della stagnazione, il crollo dei redditi e del potere d’acquisto, il prosciugamento delle fonti del credito, l’isolamento e, soprattutto, l’assenza di futuro per il Paese e per le giovani generazioni. Non esiste alternativa.

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