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Camera dei Deputati: intervento del Presidente del Consiglio sulla manovra

L’espandersi sui mercati della crisi del debito sovrano, fino a interessare il nostro Paese, terza economia dell’Unione monetaria, ha generato la convinzione che il futuro dell’euro dipenda anche dalle scelte che l’Italia sta prendendo. Se l’Italia non fosse capace di invertire la spirale negativa di crescita del debito, restituendo così fiducia ai mercati internazionali, si determinerebbero conseguenze drammatiche, che potrebbero spingersi fino a mettere a rischio la stessa sopravvivenza della moneta comune e a colpire al cuore il processo di integrazione europea avviato sessant’anni fa con i Trattati di Roma. La crisi dell’Unione monetaria avrebbe a sua volta conseguenze gravemente destabilizzanti per l’intera economia mondiale; in questo momento, come mai prima di oggi, gli sguardi dell’Europa e del mondo sono concentrati sul l’Italia, su quest’Aula.

Il percorso di risanamento del debito pubblico discende, ricordiamolo bene, da vincoli europei che noi stessi abbiamo con convinzione contribuito a definire nell’interesse dei cittadini italiani, e in particolare delle generazioni future, che non devono subire la distruzione del patrimonio che viene a loro tramandato. La riduzione del nostro debito pubblico è un’esigenza vitale e ogni deviazione rischierebbe di far sprofondare il nostro Paese in un abisso. L’esempio della Grecia è vicino e ci dà una visione precisa di quello che può succedere. La tabella sull’evoluzione degli spread è eloquente: solo un intervallo temporale di tre mesi differenzia l’andamento verificatosi in Grecia dalla situazione italiana.

Le raccomandazioni che la Commissione europea, il Consiglio europeo, la Banca centrale europea e il Fondo monetario internazionale hanno rivolto all’Italia in questi mesi, mostrano chiaramente che la crisi del debito sovrano non è solo una crisi di finanza pubblica; è una crisi di riforme mancate. L’assenza di crescita ha frustrato i sacrifici fatti per mantenere in equilibrio i conti pubblici nel corso degli ultimi dieci anni. L’acuirsi della crisi rende urgente il consolidamento dei conti pubblici e l’adozione di concrete e credibili misure di riforma.

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